venerdì, 06 novembre 2009
Mai nessuna notte è tanto lunga da non permettere al sole di sorgere...
(Jim Morrison)
La forza interiore, l'etica, e la giustizia sono le caratteristiche che rendono grande l'essere umano.
Ricordati che il principale cammino diretto per arrivare a Dio è la preghiera. Il secondo è la gioia
(Paulo Coelho)
Il migliore riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa...
(John Ruskin)
Non posso cambiare la direzione del vento, ma posso portare le mie vele a raggiungere la mia destinazione.
la storia non si fa...con i "se" e con i " forse" .....
Non sei mai troppo giovane o troppo vecchio per porti un nuovo obbiettivo e sognare un nuovo sogno.
Non rimandare a domani l'abbraccio che potresti regalare oggi...
Un abbraccio forte pieno di energia positiva a voi amici di MD (mi trovate anche su FB) :-)
venerdì, 30 ottobre 2009
Il giorno più bello? OGGI
L'ostacolo più grande? LA PAURA
La cosa più facile? SBAGLIARSI
L'errore più grande? RINUNCIARE
La radice di tutti i mali? L'EGOISMO
La distrazione migliore? IL LAVORO
La sconfitta peggiore? LO SCORAGGIAMENTO
I migliori insegnanti? I BAMBINI
Il primo bisogno? COMUNICARE
La felicità più grande? ESSERE UTILI AGLI ALTRI Il mistero più grande? LA MORTE
Il difetto peggiore? IL MALUMORE
La persona più pericolosa? QUELLA CHE MENTE
Il sentimento più brutto? IL RANCORE
Il regalo più bello? IL PERDONO
Quello indispensabile? LA FAMIGLIA
La rotta migliore? LA VIA GIUSTA
La sensazione più piacevole? LA PACE INTERIORE
L'accoglienza migliore? IL SORRISO
La miglior medicina? L'OTTIMISMO
Madre Teresa di Calcutta
venerdì, 30 ottobre 2009
Non c'é nulla da fare... nella vita si cade... quello che però si può fare é rialzarsi e dimostrare che si lotta per se stessi!
domenica, 25 ottobre 2009
La vita è corta...
rompi le regole,
perdona rapidamente,
bacia lentamente,
ama veramente,
ridi senza controllo,
e non smettere mai di sorridere, anche per un motivo strano.
E ricordati che non c’è piacere senza rischio.
Se la vita può non essere la festa che speravamo,
oramai che siamo qui, dobbiamo festeggiareeeeeeeeeeeeeeee...
Buon proseguimento a tutti!
un abbraccio forteeeeeeee ed un bacio
vi voglio beneeeeeeeeeeeee
postato da: Manoli alle ore 17:00 |
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commenti (5)
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domenica, 25 ottobre 2009
Smile
Smile though your heart is aching
Smile even though it's breaking
When there are clouds in the sky, you'll get by
If you smile through your fear and sorrow
Smile and maybe tomorrow
You'll see the sun come shining through for you
Light up your face with gladness
Hide every trace of sadness
Although a tear may be ever so near
That's the time you must keep on trying
Smile, what's the use of crying?
You'll find that life is still worthwhile
If you just smile
Sorridi
Sorridi, anche se il tuo cuore soffre
Sorridi, anche se si sta spezzando
Quando ci sono nuvole nel cielo,
"Non ci penserai"
Se sorridi
Attraverso la tua paura ed il tuo dolore
Sorridi e forse domani
vedrai il sole levarsi e splendere
Per te.
Illumina il tuo volto con la gioia
Nascondi ogni traccia di tristezza.
Anche se una lacrima
potrebbe essere sempre così vicina
Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare,
Sorridi, che senso ha piangere?
Scoprirai che vale ancora la pena di vivere
Se solo sorridi.
giovedì, 03 settembre 2009
Pensare ed essere positivi, stare sereni è il primo passo verso la felicità che si conquista in sette mosse secondo Hannah Booth, giornalista di The Guardian che a metà agosto ha messo nero su bianco la ricetta per essere o tornare a sorridere con il cuore. Gli ingredienti di questa preziosa miscela arrivano da altrettanti esperti dei sentimenti e delle dinamiche umane: psicologi di fama d'America e Gran Bretagna. Secondo passo: avere il coraggio di agire, mettendo fine ai rimpianti su quanto non si è fatto in passato. Terzo: meditare. Un'arte antica da praticare con costanza capace di mettere a tacere i pensieri e le ansie e ritrovare l'equilibrio e la serenità . Quarto: essere gentili con se stessi. Quinto: usare bene il proprio pessimismo. Pensare che le cose possano andare male aiuta a trovare delle possibili soluzioni concrete al disagio. Sesto: trovare qualcosa in cui credere, una fede religiosa o politica ad esempio. Settimo: coltivare la felicità . Essere felici, sforzarsi di esserlo nelle piccole cose quotidiane. Anche questo è un esercizio che si può imparare con un po' di pratica. da su www.intrage.it
giovedì, 03 settembre 2009
Qualcuno tornerÃ
per sentire la tua voce,
per dirti che la vita
è un gioco in mezzo ai prati,
che il tempo non ha fine
se vivi per qualcuno.
Qualcuno tornerÃ
per amarti tutti i giorni.
lunedì, 24 agosto 2009
Felicità in dieci mosse. Un decalogo per vivere meglio.
Curare una pianta, sorridere, almeno una volta al giorno. Bastano pochi e semplici gesti da ripetere quotidianamente per aumentare il proprio livello di felicità . Dieci per l'esattezza, come spiega un gruppo di ricercatori inglesi a conclusione di uno studio, durato tre mesi, che ha elaborato un vero e proprio "decalogo" per essere felici. Una ricetta alla portata di tutti che garantisce risultati più che soddisfacenti a costo zero.
Gli "esperti di felicità ", uno psicologo, uno psicoterapeuta, due studiose dei luoghi di lavoro, un imprenditore specializzato in iniziative sociali ed un esperto di economia e filosofia, hanno testato il loro "decalogo" su 50 volontari allo scopo di "piantare i semi della felicità ".
Le 50 "cavie" dovrebbero trasmettere poi ad altri gli insegnamenti ricevuti, in una sorta di effetto domino che dovrebbe portare il sorriso sulla bocca di tutto Slough, un villaggio, alle porte di Londra, decisamente non rinomato per le sue bellezze architettoniche o naturali, ma più per i tanti capannoni, magazzini ed industrie che vi sono sorti negli ultimi anni per via della vicinanza alla capitale e all'autostrada.
Dall'esperimento è emerso che solitudine, pigrizia ed egoismo sono alcuni del mali diffusi nella nostra società che impediscono alla gente di essere felice. Ecco invece i dieci consigli per sconfiggere la propensione all'infelicità .
1) Dimezzare il tempo che si trascorre di fronte alla televisione
2) Trovare almeno un'ora di tempo alla settimana per parlare con qualcuno a cui si vuole bene
3) Fare qualcosa di buono per qualcuno tutti i giorni
4) Piantare e prendersi cura di una pianta per rilassarsi e sentirsi utili e necessari
5) Sorridere, almeno una volta al giorno, ad un perfetto sconosciuto
6) Farsi una bella risata di tanto in tanto durante la giornata
7) Concedere, ogni giorno a se stessi, un piccolo regalo, per esempio un cioccolatino o un lungo e rilassante bagno alla fine di una dura giornata
8) Mai dimenticare che fare esercizio fisico è importante ed allo sport di dovrebbe dedicare almeno mezz'ora tre volte alla settimana.
9) Non perdere di vista i vecchi amici è un'altra cosa utile: bene ricordarsi dunque di telefonare a persone che non si vedono da un po' e cercare di incontrarsi.
Secondo gli esperti infine, ad impedire a molta gente di essere felice sarebbe il fatto di non sapere apprezzare ciò che si ha. Alla fine di ogni giorno sarebbe dunque utile pensare ad almeno cinque cose che si è fortunati ad avere e che ci rendono felici.
L'esperimento, che ricorda vagamente il finto mondo perfetto in cui Jim Carrey viveva nel film "The Truman Show", verrà trasmesso dalla BBC in un documentario da quattro puntate. In esso gli esperti vengono filmati mentre cercano di convincere un pubblico molto scettico della validità delle loro teorie in modi decisamente poco convenzionali: danzando in una corsia del supermercato o fermandosi in un parco ad abbracciare un albero.
La tesi dei sei studiosi è avvalorata poi da un'altra importante ricerca condotta poco tempo fa sempre in Gran Bretagna, che ha dimostrato come le persone felici abbiano più bassi livelli dell'ormone dello stress, il cortisolo.
Inoltre e persone più felici, sottoposte a stress, presentano aumenti più ridotti del fibrinogeno plasmatico, un segnale di rischio cardiovascolare, ed hanno una frequenza cardiaca più bassa.
Uno stato affettivo soddisfacente è associato ad un buon funzionamento dei diversi sistemi biologici, con conseguente riduzione del rischio di sviluppare malattie. Varrebbe davvero la pena di essere felici, o almeno di provarci.
mercoledì, 19 agosto 2009
... Noi pretendiamo che la vita debba avere un senso: ma la vita ha precisamente il senso che noi stessi siamo disposti ad attribuirle. Poichè l'essere umano vi riesce solo in modo imperfettto, ha cercato con le religioni e le filosofie di rispondere a quell'esigenza in modo consolante.
Ma simili richieste portano tutte alla medesima conclusione: la vita acquista un senso unicamente mediante l'amore.
Vale a dire: quanto piu' saremo capaci di amore e di abnegazione, tanto piu' la nostra vita sarà ricca di significato.
"Il mio credo" Hermann Hesse
martedì, 18 agosto 2009
Vorrei comprare un pezzo di luna, per piantarci per me e per voi, un campo di girasoli giganti visibili dalla terra... mi sa che nel cappuccino di stamani c'era qualcosa che era andato a male :-)
Un abbraccio forte a tutti.
La vita è un'opportunità , coglila!
La vita è bellezza, ammirala!
La vita è beatitudine, assaporala!
La vita è un sogno, fanne una realtà !
La vita è una sfida, affrontala!
La vita è un meravigliosa, vivila...
giovedì, 13 agosto 2009
Quanto più grande l'ostacolo, tanta più gloria nel superarlo. Molière Meravigliosa giornata con o senza ostacoli... :-)
martedì, 11 agosto 2009
LEZIONE DELLA FARFALLA
"Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava  per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per  uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo,  sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione.
Sembrava che la farfalla ormai avesse  fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro. Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo.
La farfalla uscì immediatamente.
Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L’uomo continuò ad  osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e  fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare. Non successe nulla! In quanto, la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate.
Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare. Era la forma con che Dio la faceva crescere e sviluppare. A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.
Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati. Non potremmo essere così forti come siamo. Non potremmo mai volare.
Chiesi a Dio la forza...
e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte.
Chiesi la sapienza...
e Dio mi ha dato  problemi da risolvere.
Chiesi la prosperità ...
e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare.
Chiesi di poter volare...
e Dio mi ha dato ostacoli da superare.
Chiesi l’amore...
e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare.
Chiesi favori...
e Dio mi ha dato opportunità .
Non ho ricevuto niente di quello che chiesi...
Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.
vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli.
lunedì, 03 agosto 2009
Voglio continuare a essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno... vivere e non sopravvivere....
un abbraccio forte a tutti.
baci
martedì, 14 luglio 2009
Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi... rialzarsi... e rialzarsi ancora... quello che non ti uccide, ti rende più forte!!!
Un abbraccio forte amici miei vicini e lontani :-)
Vi voglio bene!
mercoledì, 08 luglio 2009
Non vivere come se fosse l'ultimo giorno.
Non vivere come se fosse il primo giorno.
Vivi come se questo fosse il tuo primo e ultimo giorno.
venerdì, 03 luglio 2009
Non è così facile superare gli ostacoli che ci presenta la vita.
Ma non per questo ti devi arrendere e abbassare la testa. Mai!!!!
Devi lottare perché tutti noi abbiamo un sogno, un desiderio, un obiettivo da raggiungere, una vita.
Bisogna essere positivi, bisogna essere più ottimisti, non guardare cosa abbiamo lasciato dietro, ma guardare con fiducia cosa ci aspetta avanti, non andate troppo avanti però :-)
La vita è composta da tanti momenti negativi ma di altrettanti momenti positivi, così come è normale che sia.
Solo a noi tocca riuscire a superare quelli negativi e goderci quelli positivi.
mercoledì, 24 giugno 2009
Un giorno un'insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po' di spazio sotto ogni nome. Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla. Ci volle tutto il resto dell'ora per finire il lavoro, ma all'uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio. Quel sabato l'insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei. Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l'intera classe stava sorridendo. "Davvero?" sentì sussurrare. "Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!" e "Non pensavo di piacere tanto agli altri" erano le frasi più pronunciate. Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l'avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l'esercizio era servito al suo scopo. Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.
Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo...
La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l'insegnante fu l'ultima a salutare la salma. Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò "Lei era l'insegnante di matematica di Mark?".
Lei annuì, dopodiché lui le disse "Mark parlava di lei spessissimo". Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante. "Vogliamo mostrarle una cosa", disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. "Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo". Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L'insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui. "Grazie mille per averlo fatto", disse la madre di Mark. "Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro"
Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charli sorrise timidamente e disse "Io ho ancora la mia lista. E' nel primo cassetto della mia scrivania a casa".
La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell'album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario. Poi Vicki, un'altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po' consumata, mostrandola al gruppo. "La porto sempre con me, penso che tutti l'abbiamo conservata". In quel momento l'insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l'avrebbero più rivisto. Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l'altro. E non sappiamo quando accadrà. Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti. Diteglielo prima che sia troppo tardi.
E un modo di farlo è continuare ad inoltrare questo messaggio. Se non lo invii, avrai perso un'altra bellissima occasione per fare qualcosa di gentile e carino verso gli altri. Se lo hai ricevuto, è perché per qualcuno sei importante e c'è almeno una persona di cui ti importa.
Possa il tuo giorno essere fantastico e speciale quanto te!
mercoledì, 17 giugno 2009
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?'
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.'
A quel punto cominciò a narrare una storia:
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?'
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la
speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning.
Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono' Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto.
I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti.
All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita?
Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito.
A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece...
Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!'
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.
Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono:' Corri fino alla seconda base!'
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: 'Bravo Shay, vai così! Ora corri!'
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono:' Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le squadre hanno riutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità'. Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre... non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
venerdì, 12 giugno 2009
I sensi danno vita alle emozioni...
le emozioni danno senso alla vita...
sabato, 06 giugno 2009
Bisogna vivere la vita con 1 po' di follia, per vivere al massimo ogni istante bello o brutto che sia...
Non pensiamo troppo agiamo senza pensare tanto alle conseguenze quello che succederà si vedrà ...
Bisogna correre dei rischi se si vogliono provare belle esperienze e se il prezzo da pagare è qualche osso rotto o delle delusioni allora che sia!!!
ricordate che molte volte 1 pizzico nn basta, in quei casi bisogna essere folli al 110% e nn pentirsi MAI!!!
Per tutti quelli che sono 1 po' pazzi e non hanno paura di correre dei rischi, anche se molte volte inutili, per sentire sempre l'adrenalina nel sangue.
L'importante è vivere sempre al MASSIMO!!!
mercoledì, 20 maggio 2009
un abbraccio forte e buona vita a tutti! ;-)
Prometto a me stesso
Di essere così forte da non permettere a niente e nessuno di disturbare la mia pace interiore.
Di parlare di salute, felicità e prosperità a chiunque incontro.
Di far sentire a tutti i miei amici che c'è qualcosa di bello in loro
Di guardare il lato luminoso di ogni cosa e rendere vero il mio ottimismo
Di pensare solo al meglio, di lavorare solo per il meglio e di aspettarmi solo il meglio.
Di essere entusiasta dei successi altrui come lo sono dei miei.
Di dimenticare gli errori del passato e concentrarmi sui grandi traguardi del futuro.
Di avere sempre un'espressione felice e fare un sorriso a tutte le creature che incontro.
Di dedicare talmente tanto tempo a migliorare me stesso da non avere tempo per criticare gli altri.
Di essere troppo grande per le preoccupazioni, tropo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura e troppo felice per permettere la presenza di problemi.
Di pensare bene di me stesso e di sostenere questo fatto il mondo,
non ad alta voce, ma con grandi sfide.
Di vivere nella fiducia che il mondo intero è dalla mia parte, fino a che sono fedele al meglio che è in me.
Vi voglio bene ;.-)
venerdì, 15 maggio 2009
C'era una volta un albero che amava un bambino. Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni. Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato ai suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.
Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna-nanna.
Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore e l'albero era felice.
Ma il tempo passò e il bambino crebbe. Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo. Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse:
<<Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice>>.
<<Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare>>, disse il bambino. <<Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?>>. <<Mi dispiace>>, rispose l'albero <<ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va' a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice>>.
Allora il bambino si arrampicò sull'albero, raccolse tutti i frutti e li portò via.
E l'albero fu felice.
Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... E l'albero divenne triste.
Poi un giorno il bambino tornò; l'albero tremò di gioia e disse:
<<Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e sii felice>>.
<<Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi>>, rispose il bambino. <<Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi darmi una casa?>>.
<<Io non ho una casa>>, disse l'albero. << La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice>>.
Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa e l'albero fu felice.
Per molto tempo il bambino non venne. Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva a malapena a parlare.
<<Avvicinati, bambino mio>>, mormorò <<vieni a giocare>>.
<<Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare>>, disse il bambino. <<Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?>>.
<<Taglia il mio tronco e fatti una barca>>, disse l'albero. <<Così potrai andartene ed essere felice>>.
Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. E l'albero fu felice... ma non del tutto.
Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora.
<<Mi dispiace, bambino mio>>, disse l'albero <<ma non resta più niente da donarti... Non ho più frutti>>.
<>, disse il bambino.
<<Non ho più rami>>, continuò l'albero <<non puoi più dondolarti>>.
<<Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami>>, disse il bambino.
<<Non ho più il tronco, disse l'albero. <<Non puoi più arrampicarti>>.
<<Sono troppo stanco per arrampicarmi>>, disse il bambino.
<<Sono desolato>>, sospirò l'albero. <<Vorrei tanto donarti qualcosa... ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto...>>.
<<Non ho più bisogno di molto, ormai>>, disse il bambino. <<Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco>>.
<<Ebbene>>, disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva <<ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati>>.
Così fece il bambino.
E l'albero fu felice.
Questa piccola storia è per ringraziare Voi, <<alberi>> della mia vita....
Ci sono persone che all’improvviso allietano e sconvolgono la nostra esistenza… persone che solo esistendo, solo sorridendoti, solo ascoltandoti, solo parlandoti, solo guardandoti, ti fanno in qualche modo star bene…
A volte le parole più belle sono quelle non dette, non scritte…sono quelle che si pensavo, quelle che ti fanno riflettere, quelle che ti fanno stare bene e male… sono forse le più importanti, le più sconvolgenti, sono quelle che uno vorrebbe gridarle…
Purtroppo o per fortuna (quello che è giusto nessuno lo saprà mai) spesso queste parole rimangono dentro di noi… proviamo allora a buttare giù qualche riga per non dimenticarle…per conservale…per condividerle…per ricordarle…
Un abbraccio ed un sorriso a coloro che allietano le mie giornate :-)
lunedì, 11 maggio 2009
Man mano che percorri un cammino, ti accorgi di ciò che ti lasci alle spalle, vedi quello che hai oggi, ma non riesci a intravedere quello che ti aspetta lì davanti. Arrivano dei momenti in cui sei lì, tutti i tuoi compagni di viaggio si sono fermati, chi per sostare, chi per riposare, chi per tornare indietro, chi per cambiare direzione, chi ti precede, perché più veloce. Vedi tutto ciò che accade intorno a te, ma non riesci a vedere ciò che accade a te, dentro di te. C’è qualcosa che sfugge sempre, perché non sei bravo a trattenerlo o forse magari, proprio quella cosa era destinata a passarti velocemente tra le mani e poi sparire. Sei lì, e ti ritrovi tutto solo a camminare un tratto di strada, quel tratto che deve permetterti di fare luce nei tuoi pensieri, tutti quei pensieri che ti hanno sfiorato durante il tuo cammino, tutti quei pensieri che ti sei trascinato dietro e che stanno ancora lì, come dei macigni; non ti hanno abbandonato anche se tu avevi sperato che cammin facendo, essi ti avrebbero lasciato in pace, sarebbero scomparsi, non sarebbero più ritornati. Invece no! Invano e illusoria la speranza di poter sotterrare un problema, per poi accorgersi più avanti che è sempre lì a prendersi gioco di te, a burlarsi di te. Quasi quasi ti sorride come per dirti "Pensavi che ti avrei lasciato vero? Invece no, eccomi qui che ti aspetto!" Sembra crudele metterla sotto questo punto di vista, ma non c’è nulla di più vero di quando si dice – un problema non puoi risolverlo sotterrandolo -. Prima o poi ti ritrovi ad affrontare ciò che avresti volentieri abbandonato all’inizio del tuo percorso. Non si cammina bene così, perché c’è sempre quella sensazione di non aver terminato, concluso, chiuso, risolto qualcosa; quel qualcosa che ti permette di camminare serenamente, con piedi veloci, leggiadri. Invece sì, hai camminato, hai perfino corso, ma tutte quelle barriere che avevi eretto per proteggerti da quei pensieri erano inesistenti, perché quei pensieri sono sempre lì. Tutte quelle barriere erette per difenderti…ma difenderti da cosa? Dalla sofferenza? Da ciò che potrebbe venire a sconvolgere la tua quotidianità? Accipicchia! Pensi di aver vissuto tutto questo tempo, o hai condotto una semplice esistenza mascherata da vita? Il dubbio atroce viene, ti sfiora, ti accarezza perfino, perfido e infimo, ma è bastato quel briciolo di dubbio a farti soffermare un attimo nel presente e capire che non è più presente, ma è un vivere il presente nel passato, questo enorme fardello che tanto ti piace trascinarti dietro. Noti ogni piccolo sforzo che fai, noti ogni piccolo gesto che ti induce a dire: "non mi lascerai mai in pace". Eppure c’è, deve esserci un modo per abbandonarlo definitivamente, non si può mica continuare a respirare l’aria di ieri, per lasciarsi sfuggire l’aria di oggi?
Ama giorno per giorno ciò che la vita ti offre, ciò che la vita ti dona. Ama tutto ciò che è piccolo, ma che dentro di te può diventare grande. Ama te, così come sei. Apprezza ciò che hai, perché hai tutto. Affidati al Medico per Eccellenza, il Padre che guarisce le anime, che rinfranca i cuori. Ama, ama e ama ancora. Impara a vedere il bicchiere mezzo pieno, smettila di lamentarti, smettila di piangerti addosso. Metti fuori quella grinta che tanto raramente tiri fuori. Apprezza un nuovo giorno, una nuova ora, un nuovo secondo e vivi tutto come un dono, ogni singolo istante della tua vita. La vita è un combattimento tutti i giorni, la tua riuscita dipende dall’armatura di cui ti rivesti, hai solo bisogno di imparare come parare i colpi più duri e infine…sorridi, perché quel sorriso può regalare un attimo di felicità a qualcuno che percorre un tratto di strada con te.
Un abbraccio forteeeeeeee :-) Buona vita!
domenica, 03 maggio 2009
Mangiare è uno dei quattro scopi della vita.
Quali sono gli altri tre?
Lasciate nei commenti la vosta opinione.
Un abbraccio forte ed un sorriso a tutti ;-)
mercoledì, 29 aprile 2009
Se ci incontriamo il mio volto nascondo, però vi ringrazio per tutto quello che fate per me... vi voglio bene, dedicato agli amici di splinder e facebook ;-)
Gli amici sono un tesoro inestimabile...
lunedì, 27 aprile 2009
vedi le stelle brillare, un sorriso che ti fa sorridere, un immagine tenera e buffa...
senti il cuore che ti batte forte, dei profumi che ti lasciano strane sensazioni, dei brividi che ti attraversano il corpo...
questo è vivere...
Guarda avanti con ottimismo e non te ne pentirai!
Un abbraccio forteeeeeeeee e meraviglioso proseguimento a tutti!
mercoledì, 22 aprile 2009
Dopo una caduta è bello rialzarsi e iniziare a riassaporare l'emozioni di questa vita piena di sorprese... mai smettere di "lottare" per qualcosa che desideri e per te stesso! Forza e coraggio... mai arrendersi... "combattere"...
Un abbraccio forteeeeeeeeeeeeeeeeeeee
VVB ;-)
sabato, 18 aprile 2009
Ciaooooooooo come si và?
A me abbastanza bene anche se ultimamente non sono molto presente... spero che a voi vada tutto benone!
Vi abbraccio forteeeeeeeeeeeeee...
Non bisogna sprecare il tempo... a volte nemmeno un attimo...
…dobbiamo vivere intensamente ogni momento, godendoci gli attimi belli e superando quelli brutti.
Dobbiamo ringraziare chi ci è vicino... e se non abbiamo nulla da dare in cambio, regaliamo un sorriso, chi lo riceverà avrà un pezzetto di te che gli illuminerà la giornata.
martedì, 14 aprile 2009
Quando il cuore controlla i nostri pensieri ogni cosa è meravigliosa per chi sa ascoltare...
ODE ALLA VITA
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla e chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco, e i puntini sulle “i”piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore dei sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice di un lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare,chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto, prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità!
venerdì, 10 aprile 2009
Serene giornate a tutti!
in queste feste non dimentichiamoci che siamo dei privilegiati e che oltre alla gioia di stare insieme e di sederci ad una tavola riccamente imbandita, di rivolgere un pensiero ed una preghiera per chi è meno fortunato di noi e per una volta di scegliere di fare le cose con maggiore moderazione proprio nel rispetto per chi domenica non può o non ha voglia di festeggiare... tanti auguri a tutti di una buona Pasqua.