giovedì, 31 agosto 2006
dentro di noi si nasconde sempre qualcosa a cui non si chiede spiegazioni ma a cui si vuole dar retta perchè si sente che è giusto!!!
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giovedì, 31 agosto 2006

non dire che vuoi regalare... regala!

non riuscirai mai a soddisfare un'attesa...

postato da: Manoli alle ore 19:01 | Permalink | commenti
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giovedì, 31 agosto 2006
La speranza è un prestito chiesto alla felicità...
postato da: Manoli alle ore 19:00 | Permalink | commenti
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giovedì, 31 agosto 2006

con le parole alla gente non gli si fà nulla...

sii quello che sembri!!!

postato da: Manoli alle ore 18:59 | Permalink | commenti
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giovedì, 31 agosto 2006

siate realisti...

chiedete l'impossibile!!!

postato da: Manoli alle ore 18:58 | Permalink | commenti
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giovedì, 31 agosto 2006

La realtà...

 è più strana di ogni immaginazione!!!

postato da: Manoli alle ore 18:54 | Permalink | commenti
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giovedì, 31 agosto 2006
Se avete voglia di dire una cosa, non c'è che una soluzione... dirla!
postato da: Manoli alle ore 18:07 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 31 agosto 2006

io sono convinto che c'è qualcosa di molto più importante dell'amare realtà.

se tu credi nei sogni, puoi viverli e puoi essere felice.

se tu credi nelle persone sarai felice e se amaerai quelle chi ti fanno del male esisterai.

l'eternità è la cosa a cui non vogliamo ambire.

allora a che serve essere qui in questo momento a cosa servono le umiliazioni, le fatiche, ... i dolori... servono!!!!

postato da: Manoli alle ore 18:05 | Permalink | commenti
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giovedì, 31 agosto 2006

Le sensazioni sono la parte più bella dell'essere, sono legate ad un profumo, ad un volto, ad un nome o ad una voce... compaiono all'improvviso con una fitta al cervello, ti rapiscono diventano padrone di te, senza che te ne accorgi, e poi... poi scompaiono lasciandoti... felice....

postato da: Manoli alle ore 18:00 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 31 agosto 2006
I nostri dubbi sono traditori
e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere
perchè abbiamo paura di tentare.
postato da: Manoli alle ore 13:09 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 30 agosto 2006
"Non esiste piacere migliore nella vita di quello di superare le difficoltà , passare da un gradino del successo a quello superiore, formulare nuovi desideri e vederli realizzati. Colui che si accinge a qualche grande o lodevole impresa vede le sue fatiche prima sostenute dalla speranza, poi ricompensate dalla gioia."
postato da: Manoli alle ore 13:11 | Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 30 agosto 2006
"Seminate un atto e raccoglierete un abitudine, seminate delle abitudini e raccoglierete una personalità. Realizzate una personalità e raccoglierete un destino."
postato da: Manoli alle ore 13:10 | Permalink | commenti
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mercoledì, 30 agosto 2006
Nel Duomo vecchio di Molfetta c'è un grande crocifisso di terracotta. L'ha donato, qualche anno fa, uno scultore del luogo. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l'ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell'opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo. Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell'abbandono. Non ti disperare, madre dolcissima, che hai partorito un figlio focomelico. Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non angosciarti, tu che per un tracollo improvviso vedi i tuoi beni pignorati, i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza. Non avvilirti, amico sfortunato, che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra.

Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria".

Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce.

C'è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. «Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra». Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell'uomo.

Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell'orario, c'è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.

Coraggio, fratello che soffri. C'è anche per te una deposizione dalla croce. C'è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra un assurdo. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

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mercoledì, 30 agosto 2006

Antonio sapeva quello che stava facendo. Era durata troppo quest’assurda situazione. Si era promesso che nella sua vita, nessuna donna lo avrebbe trattato come uno zerbino. Nessuna. Questa volta, dopo aver mollato la sua ultima tipa, Susan, voleva averla lui, una donna zerbino.

Susan, era una di quella classiche ragazze, che pretendeva dal proprio partner, tutto e subito. Regali, belle parole senza significato, tempo libero, amici (i suoi ovviamente). Tutto questo senza che il suo ragazzo battesse ciglio. In fondo era lei a tenere stretto tra le sue cosce il potere della coppia. Il ricatto era la base d’ogni suo rapporto sentimentale. Ma Antonio fece esplodere tutto il suo orgoglio e decise fermamente che la loro storia d’amore, era giunta ad una conclusione.

A Susan non importò gran che di quella decisione, dopo due giorni trovasse un povero disgraziato da manovrare come meglio voleva.

Antonio un giorno, decise di mettere un annuncio su Internet, sul sito “Anima Gemella cercasi”. scrisse:

A.A.A.= cercasi ragazza zerbino. Chiamare orario pasti.

Pensò, come nel mondo possa esistere un pazzo che pubblica un annuncio di questo genere, nel mondo esisterà sicuramente una ragazza altrettanto pazza da rispondere.

Passarono venti giorni. Poi, in un tiepido mercoledì d’inizio autunno, mentre Antonio si stava godendo un pranzo cucinato da egli stesso, squillò il telefono.

- pronto?- rispose Antonio.

- ehm…ciao, ho letto il tuo annuncio sul sito “Anima Gemella cercasi”. Beh, ho una gran voglia di diventare la tua ragazza zerbino.- rispose una voce femminile sottomessa.

- uh? Ah, ora ricordo, ok, se ti fa veramente piacere, ci possiamo vedere, domani, alle sedici, davanti al comune. Ti va?- disse Antonio, sorpreso ed incredulo allo stesso modo.

- certo, perfetto, ci vediamo domani allora. Ciao.- riattaccò la ragazza.

Cazzarola, non può essere vero. Pensò Antonio. Finalmente ho trovato una ragazza zerbino!!! Speriamo che sia anche carina. E magari pure simpatica. Addio periodo grigio della mia vita, adesso si apre una nuova era. L’era del maschio predominante nella coppia.

L’indomani Antonio, si recò davanti all’edificio del comune. Erano le quindici e quarantcinque. Si guardò intorno, ma non vide nessuna ragazza. C’era solo una signora, dal brutto aspetto, grassoccia con i capelli all’apparenza terribilmente unti. Ma non lo degnò di uno sguardo. Per fortuna, pensò. In quel momento della giornata, le strade della città, erano tristemente deserte. Di ragazze, adolescenti, signorine, giovani signore, nemmeno l’ombra. Erano già le sedici e dieci. E la delusione stava predominando l’emozione dell’incontro. Delusione, già. Questo sentimento era troppo spesso presente in Antonio. Anche questa nuova situazione che avrebbe potuto portare nuova energia nella sua vita, stava lentamente scemando in un'altra, triste, fuori posto ed inutile delusione.

-Antonio?- una voce disintegrò quello strano stato di torpore che aveva assalito Antonio.

-Sì, sono io-. Rispose. Si girò e non vide nessuno. Guardò in più direzioni, ma di una figura femminile non v’era traccia.

- sono la ragazza che ti ha chiamato ieri, e’ da un po’ che t’aspetto- riprese quella misteriosa voce femminile.

- Ma? Dove sei? Anch’io ti sto aspettando da diversi minuti.-

- Sono qui, proprio sotto di te…-

Antonio si guardò i piedi, e vide che stavano malamente calpestando un grazioso zerbino color fucsia. Sopra, vi era impressa la scritta, Jennifer.

- non volevi mica una ragazza zerbino? Beh, ciao. Io sono Jennifer e senza volerlo sono già ai tuoi piedi.- riprese la voce femminile, proveniente dallo zerbino.

- Ma? Come può uno zerbino parlare? Chi sei? Cosa vuoi da me?- chiese incredulo Antonio.

- Ehi, quante domande. Non sei un galantuomo ad assalire cosi una povera giovane. Io, in ogni modo, sono la tua nuova ragazza.- rispose tranquillamente Jennifer.

Beh, meglio di niente, pensò Antonio. Si chinò, prese in mano con tutte le dovute precauzioni quello zerbino fucsia, e s’appresto’ di gran carriera, a raggiungere la propria abitazione.

Una volta raggiunta casa, Antonio adagiò Jennifer su di una poltrona. I due iniziarono a parlare, parlare e parlare. In un primo momento Antonio si sentì terribilmente stupido ad intraprendere una discussione con uno stuoino. Poi, tutto ad un tratto, scoprì che quella voce, la voce di Jennifer, oltre ad essere stupenda e sensuale, formulava pensieri logici ed interessanti. In poco tempo, Jennifer, si rivelò uno zerbino sensibile, intelligente, simpatico, interessante, profondo e mai superficiale. I due parlarono per tutta la notte. Antonio si sentiva travolto da un’indescrivibile vitalità. Quel misterioso puliscipiedi lo aveva riportato alla superficie della sua vita, i momenti bui sembravano spariti.

Antonio si stava innamorando. Era troppo assurdo. Ma era così. In quel momento, riuscì a capire cosa spingeva alcuni uomini a fidanzarsi o sposarsi con donne ignobilmente brutte, grasse, obese o troppo magre. Comprese che l’estetica può essere un elemento secondario di una persona. Non essenziale. Quelle frasi terribilmente retoriche che aveva sentito dire in tv, o letto nei quotidiani, che ripetevano l’importanza della bellezza interiore di una persona, adesso stavano assumendo un significato reale. Si rese conto che ciò che si può vedere in una persona non è che una minima parte di quella persona. Percepì un nuovo sentimento nella sua persona. L’amore.

Come lupo Alberto ama una gallina, io non posso amare uno zerbino? Cercò di giustificarsi Antonio. Certo che posso.

- Ascolta Jennifer….- disse Antonio.

- Sì?- chiese lo stuoino.

- Credo di essermi innamorato di te. – riprese Antonio arrossendo come uno scolaretto.

- Antonio, caro, lo penso anche io….e credo proprio che tu sei stato corrisposto.- sembrava impossibile, ma il colore dello zerbino, divenne per un istante più intenso. Anche Jennifer era arrossita.

Antonio s’avvicino’ a Jennifer. La prese in mano. E la baciò appassionatamente. Sulla zona della lettera “e” che componeva la scritta del nome dello stuoino. Il bacio fu lungo ed intenso. A Antonio piacque il sapore di Jennifer. Se ne innamorò all’istante…

Passarono i giorni, e la coppia si fece sempre più salda. Fecero anche l’amore. Antonio, scoprì che il sesso dello zerbino era locato sulla lettera “f “. Mentre invece la zona erogena di Jennifer era situata tutta intorno alla seconda “n”.

Pareva assurdo, ma questa coppia, funzionava. Più il tempo passava, più le diversità si facevano minime. La loro strana storia d’amore, si stava evolvendo in una normalissima vita di coppia. L’amore pareva risolvere tutti gli ostacoli. Nei loro progetti, già fioriva l’idea di sposarsi……..

Antonio si svegliò in un bagno di sudore dolciastro. Era tutto un sogno. Un sogno. Un incredibile sogno. La normalità della vita quotidiana s’era nuovamente impossessato di Antonio. Ho sognato? Già, cosa ho sognato? Si chiese. Questo era uno dei tanti limiti della sua persona. Non si ricordava mai quello che sognava la notte. Bah, pensò, alziamoci che è tardi.

Il campanello suonò. Era Susan. La sua cara Susan.

Ciao coglioncino,- disse la sua dolce metà.

Ciao, amoruccio mio- contraccambiò Antonio.

Ti ho fatto un regalo per il tuo compleanno. Tiè, prendilo. Io devo andare che sono dannatamente in ritardo. Per colpa tua, cazzo, arrivo anche oggi in ritardo al lavoro. ma non potevi compiere gli anni di domenica? Sei il solito coglioncino. Ciao- Susan se ne andò, sbattendo la porta d’ingresso.

Antonio, si ritrovò nuovamente solo nella sua casa, con un pacchetto colorato ed infiocchettato in mano. Un bigliettino v’era appeso. Il ragazzo vi diede un’occhiata. Sul cartoncino v’era scritto: ”auguri coglioncino”. un timido sorriso apparve sulle labbra di Antonio. E subito iniziò a scartare avidamente il regalo. La confezione aperta rivelò uno zerbino. Uno zerbino color fucsia. Sopra v’era impressa una scritta. Una scritta che Antonio trovò famigliare. V’era scritto….coglioncino.

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mercoledì, 30 agosto 2006

Buona giornata a tutti voi... il mio augurio è che sia una magnifica gironata (anche se non si vede il sole), serena e piena di belle sorprese.

Un abbraccio ed un sorriso :-) 

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mercoledì, 30 agosto 2006

Gli ostacoli sono quelle cose terribili
che si vedono quando si distoglie lo sguardo dall'obiettivo.

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martedì, 29 agosto 2006
"Dovete continuare a crescere e a progredire. Ogni giorno dovete introdurre qualcosa di nuovo nella vostra vita. La vostra responsabilità principale è nei confronti di voi stessi. Se non la pensate così, non potete dare niente a nessuno. Potete dare soltanto ciò che avete. Se diventate vivi, se attraversate il mondo a passo di danza, facendo cose pazze, diventate affascinanti. È l'affinità che ci avvicina, ma è la novità che ci tiene insieme. Siate saggi, siate stimolanti, siate eccitanti, condividete idee nuove, crescete, progredite, evolvetevi. Non siate mai prevedibili!"
postato da: Manoli alle ore 14:15 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 29 agosto 2006

"Se ami la vita,

la vita ricambia il tuo amore."

postato da: Manoli alle ore 14:14 | Permalink | commenti
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martedì, 29 agosto 2006

Corsi di Marketing al femminile e al maschile

Corso di marketing al femminile

1) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto
Affascinante. Ti avvicini a lui e gli dici: "Sono un
Fenomeno a letto." Questo è Marketing Diretto.

2) Ti trovi ad una festa con un gruppo di amici e
Vedete un tipo molto affascinante. Uno dei tuoi amici
Gli si avvicina e gli dice:"Quella donna là è un
Fenomeno a letto."
Questa è Pubblicità.

3) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto
Affascinante. Gli chiedi il suo numero di cellulare.
Il giorno dopo lo chiami e gli dici: "Sono un fenomeno
A letto."
Questo è Telemarketing.

4) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto
Affascinante. Lo riconosci. Ti avvicini a lui, gli
Rinfreschi la memoria e gli dici: "Ti ricordi come
Sono brava a letto?"
Questo è Customer Relationship Management.

5) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto
Affascinante. Ti alzi, ti sistemi I vestiti, ti
Avvicini a lui e gli offri un bicchiere. Gli dici come
è Buono il suo profumo, ti complimenti con lui per il
Suo completo, gli offri una sigaretta e gli dici:
"Sono un fenomeno a letto." Questo è Public Relation.

6) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto
Affascinante. Ti avvicini a lui e gli dici: "Sono un
Fenomeno a letto.", e in più, gli fai vedere una
Tetta. Questo è Merchandising.

7) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto
Affascinante. Ti si avvicina e ti dice: "Ho sentito in
Giro che sei un fenomeno a letto." Questo è Branding,
Il potere del marchio.

Corso di marketing al maschile

1) Ti trovi ad una festa e vedi una bella sventola. Ti
Avvicini a lei e dici: "Sono un fenomeno a letto e
Resisto tutta la notte senza fermarmi..."

Questa è pubblicità ingannevole, ed è punita dalla
Legge!!!

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martedì, 29 agosto 2006

Quando l'Amore chiama, seguilo, anche se ha vie ripide e dure.

Quando dalle sue ali ne sarai avvolto, abbandonati a lui, anche se la sua lama potrà ferirti.

Quando ti parla, credigli, anche se la sua voce potrà disperdere i tuoi sogni.

Perché più l'amore ti colpirà più tu maturerai.

Perché l'amore non deve dar nulla, se non se stesso né coglier nulla, se non da se stesso.

Perché amarsi l'un l'altro non è far dell'amore una prigione.

Perché l'amore non possiede né deve esser posseduto.

Perché l'amore basta all'amore.

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martedì, 29 agosto 2006

Chi non e' mai stato colpito da una frase, da un pensiero, da un espressione.

Chi, almeno una volta, colpito da una frase particolare, non si e' lasciato condizionare, al punto da aver orientato se stesso e cambiato su di essa il proprio pensiero, le proprie azioni, la propria vita...

Una frase che induce alla riflessione e' come un fulmine che colpisce le nostre menti, e a volte illumina le nostre vite...

Buona vita! :-)

Siate positivi.

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lunedì, 28 agosto 2006

Cercate sempre di credere che a volte le vostre sofferenze oltre che ad essere delle esperienze, vi possano servire ad aiutare chi ne ha bisogno... questo sarebbe un bene a quel soffrire...

postato da: Manoli alle ore 14:49 | Permalink | commenti (9)
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lunedì, 28 agosto 2006

Catania, partorisce ed esce dal coma

Colpita da emorragia cerebrale

Si è risvegliata dal coma Mariangela Basile, la donna catanese di 21 anni che venti giorni fa ha dato alla luce una bambina pur essendo in coma. Mariangela era stata colpita da emorragia cerebrale al settimo mese di gravidanza e attaccata alle macchine che, mantenendola in vita, le hanno permesso di partorire. Ora potrà abbracciare Sofia Benedetta. "E' un miracolo" dice il marito.

E pensare che per i medici le condizioni della donna erano disperate, il miracolo era già quello di essere riuscita a dare alla luce la bimba sana e salva. "In presenza di uno stato di coma così severo - dicevano i medici - è impossibile formulare ipotesi e previsioni". Tanto più che le condizioni di Mariangela in un primo momento erano peggiorate. E poi ci si metteva la casistica, che diceva che mai in Italia una donna era sopravvissuta dopo aver dato alla luce un bambino in stato di coma. Ma c'è sempre una prima volta, ed è stata questa come racconta il quotidiano "La Repubblica".

Francesco Belgiorno non ha desistito e ha continuato a sperare, passando le giornate nel piccolo box della rianimazione, accanto a Mariangela che "dormiva". Fino a quando il miracolo si è compiuto e la moglie di Francesco si è svegliata dal suo "sonno". "Mariangela Basile - ha spiegato della rianimazione Sergio Pintaudi - è ormai uscita dallo stato di coma di quinto-sesto grado nel quale si trovava e riesce a relazionarsi con il mondo esterno oltre a riconoscere tutti i componenti della propria famiglia. La paziente nonostante la presenza della cannula tracheostomica riesce anche ad articolare frasi di senso compiuto".

Ora toccherà raccontarle tutto, visto che Mariangela non ha ancora idea di cosa le sia accaduto e crede solo di aver avuto problemi durante il parto cesareo e di essere per questo in ospedale. E dopo potrà abbracciare finalmente la sua bambina.

postato da: Manoli alle ore 13:15 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 28 agosto 2006

La vittoria nella vita è una condizione mentale. La mente è quel qualcosa in più che ti porta a vedere e vivere le cose da una prospettiva vincente!!!!!!

postato da: Manoli alle ore 13:02 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 28 agosto 2006

Ti svegli, ti alzi , ti lavi....

sono li vicino a te senza fare rumore

ti guidano,

ti ascoltano,

ti obbligano,

sono l'adrenalina vera dei momenti bui e di quelli felici,

sono spettatori silenti di una vita che corre,

sono il battito del tuo cuore quando meno te lo aspetti,

sono la forza

sono la linfa

sono amici sinceri e compagni crudeli

sono le tue emozioni

crescono, vivono e sono e saranno sempre e per sempre solo tue.

postato da: Manoli alle ore 12:52 | Permalink | commenti
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lunedì, 28 agosto 2006

Vivete la vita con la gioia di ogni giorno, guardate un istante come ad un momento, forse l'ultimo...

Gioite con tutti, per tutto, nel comprendere che ieri non tornerà, guardate
al domani con ottimismo...

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lunedì, 28 agosto 2006
Le relazioni
Ci sono quelle che offrono sensazioni nuove ed esotiche,
quelle che sono vecchie e familiari,
quelle che sollevano un sacco di domande,
quelle che ti portano in posti inaspettati,
quelle che ti portano lontano dal punto di partenza,
e quelle che ti riportano indietro.
Ma la relazione più importante, difficile ed emozionante
è quella che si ha con se stessi.
E se trovi qualcuno che ti ama e che ami,
beh, allora è davvero fantastico.
postato da: Manoli alle ore 11:04 | Permalink | commenti
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sabato, 26 agosto 2006

UNA ALLA VOLTA 

Un uomo passeggiava su una spiaggia messicana al tramonto. Camminando, vide in lontananza un ragazzo. Avvicinandosi, notò che il giovane messicano continuava a chinarsi, a raccogliere qualcosa e gettarlo in acqua. Di quando in quando ripeteva questa operazione di gettare in mare. Avvicinandosi ulteriormente, l'uomo notò che il ragazzo raccoglieva stelle di mare che erano state depositate sulla spiaggia e, una alla volta, le rigettava in acqua. L'uomo era perplesso. Si avvicinò quindi al ragazzo e disse: "Buona sera, amico. Mi chiedevo cosa stessi facendo." "Ributto in acqua queste stelle di mare. Vedi, adesso c'è la bassa marea e tutte queste stelle di mare sono state depositate sulla riva. Se non le ributto in acqua, muoiono qui per mancanza di ossigeno.""Capisco," rispose l'uomo," ma devono esserci migliaia di stelle di mare su questa spiaggia. Non puoi sicuramente trovarle tutte. Semplicemente sono troppe. E non capisci che questo succede su centinaia di altre spiagge sulla costa? Non vedi che non puoi cambiare le cose? Il giovane ragazzo sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui!"

 

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venerdì, 25 agosto 2006

PARADISO E INFERNO: LA VERA DIFFERENZA

Un uomo parlava con il Signore riguardo a paradiso e inferno.

Il Signore disse all'uomo:

"Vieni ti mostrerò l'inferno."

Entrarono in una stanza in cui un gruppo di persone sedeva attorno ad una grande pentola di stufato.

Tutti erano denutriti, disperati e affamati.

Ognuno teneva un cucchiaio che raggiungeva la pentola, ma il cucchiaio aveva un manico tanto più lungo delle loro braccia che non poteva essere

usato per portare alla bocca lo stufato.

La sofferenza era terribile.

"vieni, adesso ti faccio vedere il paradiso", disse il Signore dopo un pò.

Entrarono in un'altra stanza, identica alla prima: la pentola di stufato, il gruppo di persone, gli stessi cucchiai dal manico lungo.

Ma lì tutti erano felici e ben nutriti."Non capisco", disse l'uomo."Perchè sono felici qui se nell'altra stanza erano disperati e tutto era uguale?"

Il Signore sorrise."Ah, è semplice", disse." Qui hanno imparato a darsi da mangiare l'un l'altro."

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venerdì, 25 agosto 2006

Rischiare e crescere

 

Due semi si trovavano a fianco a fianco nel fertile terreno primaverile.

Il primo seme disse:

"Voglio crescere!

Voglio spingere le mie radici in profondità nel terreno sotto di me e fare spuntare i miei germogli sopra la crosta della terra sopra di me...

Voglio dispiegare le mie gemme tenere come bandiere per annunciare l'arrivo della primavera...

Voglio sentire il calore del sole sul mio volto e la benedizione della rugiada mattutina sui miei petali!"

E crebbe…

 

L'altro seme disse:

"Ho paura se spingo le mie radici nel terreno sotto di me, non so cosa incontrerò nel buio.

Se mi apro la strada attraverso il terreno duro sopra di me posso danneggiare i miei delicati germogli...

Se apro le mie gemme e una lumaca cerca di mangiarsele?

E se dischiudessi i miei fiori, un bambino potrebbe strapparmi da terra.

No, è meglio che aspetti finché ci sarà sicurezza."

E aspettò…

 

Una gallina che raschiava il terreno di inizio primavera in cerca di cibo trovò il seme che aspettava e subito se lo mangiò.

 

Morale della favola

Chi di noi rifiuta di rischiare e di crescere viene inghiottito dalla vita.

postato da: Manoli alle ore 08:20 | Permalink | commenti (3)
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