La felicità non è uno stato a cui arrivare,
ma un modo di viaggiare.
Deve avere un buon odore, un viso simmetrico, sapersi muovere bene: questo vuole chi cerca un compagno o una compagna. L’attrazione infatti passa attraverso il senso dell’olfatto, la capacità del sistema visivo di percepire la simmetria dei corpi, il modo di camminare, abbracciare, stringere l’oggetto del desiderio. Il tutto per uno scopo ben preciso: accoppiarsi e riprodursi. Inoltre poiché il genere umano, a differenza degli animali, si riproduce un numero esiguo di volte, la scelta del compagno è fondamentale per la preservazione della specie.
Dell’argomento si parla diffusamente sull’ultimo numero della rivista The Scientist in un articolo che fa il punto sulle ricerche in corso volte a comprendere quali siano i comportamenti alla base dell’attrazione che sono stati selezionati come produttivi dall’evoluzione.
Le donne dai fianchi larghi attraggono molto gli uomini. Motivo? Sembra possano reggere meglio la gravidanza e il parto. Gli uomini che si muovono in maniera coordinata e virile attraggono le donne. Perché? Trasmettono senso di sicurezza, protezione e denotano anche una buona capacità organizzativa. Ma non finisce qui. Bisogna anche fare i conti con la capacità di integrare gli stimoli del sistema visivo: un viso simmetrico risulta molto più attraente.
Dulcis in fundo ma non meno importante si scopre che il ruolo giocato dall’olfatto è fondamentale; in quella che spesso viene definita un’attrazione "a pelle" conta moltissimo l’odore dell’altra persona di cui sono responsabili i feromoni: sono sostanze chimiche secrete da specifiche ghiandole che vengono percepite e riconosciute da individui della stessa specie. Sebbene la loro funzione non sia completamente chiara molti scienziati sostengono che i feromoni inviino una sorta di messaggio subliminale che viene decodificato dal cervello e si traduce in attrazione.
Si sopravvive di ciò che si riceve,
ma si vive di ciò che si dona.
L'anima nasce vecchia, ma ringiovanisce.
E' la commedia della vita.
Il corpo nasce giovane e invecchia.
E' la tragedia della vita
Nella vita, in genere, non riesce chi è più bravo, ma chi è più audace (1) e considera la vita una sfida e una crescita continua, per cui non si arrende mai, ha obbiettivi chiari e precisi ed è sufficientemente motivato: insomma riesce chi tiene sotto controllo le paure.
Sono le paure che ci bloccano, sono le paure che non ci fanno riuscire nella vita, sono le paure che non ci fanno realizzare i nostri desideri, sono le paure che ci fanno sentire una nullità, sono le paure che non ci fanno crescere, sono le paure che ci paralizzano. La colpa dei nostri insuccessi è dovuta sempre e soltanto alle paure! Ogni volta che c’è un problema nella nostra vita ricordiamoci di questa metafora: È la paura che ci fotte! Ogni volta che non ci sentiamo come vorremmo, c’è la paura in azione! Le paure hanno mille volti. Le paure sono all’origine di ogni malessere.
La paura crea un blocco energetico; la paura blocca gli elettroni, ossia blocca le reazioni chimiche che portano all’azione; la paura ci rende incapaci di proseguire; la paura ci rende incapaci di interagire; la paura ci rende incapaci di comunicare con noi stessi e con gli altri; la paura ci rende incapaci di pensare in modo razionale; la paura ci fa temere i cambiamenti; la paura ci trattiene nella nostra “comfort zone”: la paura rovina la nostra esistenza!
Le paure dipendono strettamente dai nostri credo (o credenze) limitanti che ci boicottano continuamente. Se non cambiamo i credo inconsci limitanti il nostro modo di agire sarà sempre lo stesso per cui otterremo sempre gli stessi risultati. (2) Continueremo ad avere paura delle novità, dei cambiamenti, non avremo abbastanza fiducia nelle nostre possibilità e non rischieremo mai. La nostra vita, i nostri pensieri, i nostri comportamenti, le nostre emozioni, le nostre fortune e sfortune si basano sulle nostre credenze, perché sono le credenze che azionano le paure e il modo di affrontarle o di controllarle. Purtroppo non è facile liberarci dalle paure e dai nostri credo limitanti, in quanto dopo tanto tempo che ce ne siamo serviti inconsapevolmente, sono diventate abitudini! Le paure hanno messo radici nel nostro inconscio e sono diventate automatiche, dunque hanno il pieno sopravvento sulla nostra volontà.
Eppure, il compito della paura è quello di proteggerci dai pericoli! Ci vuole anche prudenza nella vita, altrimenti saremo sopraffatti dai pericoli. La paura non è altro che un eccesso di prudenza, ma un eccesso talmente grande che ci toglie la forza di agire. L’energia necessaria all’azione viene consumata totalmente dalla paura! L’eccessiva prudenza deriva dal fatto che temiamo troppo le conseguenze, temiamo che chissà cosa ci succederebbe se ci buttiamo, ci toglie il coraggio e la fiducia, cosicché alla fine preferiamo lo status quo: non rischiamo.
Ma perché allora la prudenza è diventata così eccessiva da paralizzarci del tutto? Perché la prudenza, che è utile e necessaria quando è nella norma, si è trasformata in paura paralizzante? La risposta è semplice e la sappiamo tutti: durante l’infanzia abbiamo ricevuti così tanti rimproveri (e magari anche sberle!) dai nostri genitori e insegnanti, abbiamo sentito così spesso urla spaventose e insopportabili, siamo stati castigati e intimoriti così tante volte, che abbiamo perso completamente la voglia di provare e di fare e ci siamo sentiti incapaci e buoni a nulla. Per non subire altri rimproveri, altre sberle, altri castighi ci siamo fatti furbi…: abbiamo rinunciato a essere spontanei, a essere noi stessi, a essere persone normali: a essere rispettati, ascoltati e amati! Ci siamo chiusi nella nostra corazza e nella nostra tristezza e nella nostra pigrizia. E con il passare del tempo ci abbiamo fatto il callo, come suol dirsi, e purtroppo anche l’abitudine, e ora non ci facciamo più caso perché l’abitudine si è trasformata in automatismo. Ora l’inconscio sa che noi non valiamo nulla, che dobbiamo fallire, che siamo sfortunati.
Ecco la genesi di un atteggiamento mentale negativo che necessariamente attirerà soprattutto risultati negativi. Ormai tutto è diventato automatico (e inconscio): di fronte a ogni cambiamento, di fronte alla minima novità anche promettente per noi, quella “fifona” (3) dell’amigdala ci mette subito in apprensione, fiuta subito il pericolo, fa scattare immediatamente l’allarme: e ci paralizza all’istante! Ormai l’amigdala si è specializzata a fiutare pericoli da ogni parte, vede soltanto minacce, e perciò ci mette spesso in un’ansia terribile, un’ansia (leggi anche stress!) che consuma le nostre energie, cosicché siamo costretti a rinunciare ai nostri desideri! Per non essere preda dell’ansia (giacché ci conosciamo fin troppo bene, sappiamo già quali sono le nostre reazioni quando si profilano cambiamenti nella nostra vita) per non farci fregare da quella fifona dell’amigdala, rinunciamo già in partenza: anziché affrontare la novità ed essere felici dell’opportunità di crescita che si è presentata, ce la diamo a gambe. Quella codarda dell’amigdala ci ha plagiati! Riconosciamolo apertamente perché è salutare: siamo diventati dei vigliacchi, accettiamola questa dura verità, convinciamoci che i nostri problemi esistenziali sono causati quasi unicamente dalla mancanza di coraggio: insomma, è la paura che ci fotte!
E allora cosa dobbiamo fare? Come possiamo uscire da questo circolo vizioso? E cosa potremmo fare per aiutare i nostri figli in difficoltà o i nostri amici fifoni? Dobbiamo innamorarci della nostra amigdala! Si, dobbiamo amarla, corteggiarla e sedurla! Dobbiamo capire insomma che essa, in fondo, agisce per il nostro bene, ci mette in guardia, cerca di proteggerci, ma sta a noi non farci sopraffare. E ugualmente dobbiamo amare tantissimo i nostri figli, dobbiamo convincerli non a parole ma con i fatti che li amiamo veramente: quando i figli sono in difficoltà è perché non si sono sentiti veramente amati, ma quando si convincono che il padre e la madre li amano davvero, ritorna gradualmente la fiducia in se stessi, e la fiducia in se stessi scaccia le paure e fa desiderare i cambiamenti e apprezzare le novità, e così i nostri figli sono in grado di rimettersi in gioco.
Naturalmente dobbiamo anche e soprattutto amare completamente e profondamente noi stessi, dobbiamo accettarci nonostante tutte le nostre difficoltà e i nostri insuccessi, perché soltanto l’amore e l’accettazione incondizionata per se stessi possono ridarci l’autostima e l’energia necessaria per vincere l’ansia e la paura dei cambiamenti, e consentirci di rischiare, di non avere più paura dei fallimenti, di affrontare le sfide della vita con una mentalità vincente! Perché è normale fallire, è normale sbagliare. Anzi possiamo affermare con tutta sicurezza che la saggezza è proporzionale agli errori commessi e ai propri fallimenti. Chi non sbaglia non impara. Chi non fallisce non cresce.
Soltanto l’amore può sconfiggere la paura, proprio perché la paura è nata da una insufficienza di amore. La mancanza di amore genera la mancanza di fiducia e di sicurezza! Quando ti senti amato ti senti forte e invincibile. Allorché siamo in grado di amarci e di accettarci completamente e profondamente, i nostri pensieri diventano positivi e potenzianti, non ci spaventiamo di fronte ai contrattempi, non ci inalberiamo o chiudiamo di fronte alle critiche, ci rialziamo rapidamente dopo una sconfitta e siamo pronti per la vittoria, non ci spaventiamo di fronte alle difficoltà, non perdiamo la calma e la sicurezza, e raggiungiamo la convinzione saggia e potenziante che per riuscire nella vita occorre sacrificarsi ed impegnarsi al massimo perché senza impegno, senza sacrifici e senza determinazione non si va da nessuna parte. In fondo, il meccanismo di apprendimento del nostro cervello è semplicissimo: basta ripetere gli esercizi, qualunque tipo di esercizi, senza risparmiarci, fino a quando non diventano un’abitudine, quindi automatici!
Più ripeti e più impari in fretta e diventi in gamba e sei apprezzato dagli altri e riesci nella vita. Ma ricordati che essere bravi non basta: devi anche essere audace. Non devi avere paura dei cambiamenti. Non devi rinunciare ai tuoi desideri e ai tuoi sogni. Devi essere entusiasta della vita. Non ti devi far fottere dalle paure!
La terapia della risata
Ridere è terapeutico.
Non esiste nessuna emozione umana, a parte ovviamente l’amore e la sessualità, che sia cosi potente ed universale per alzare lo stato vitale dell’essere umano.
Eppure nella nostra società occidentale ci hanno insegnato a sentirci in colpa nei confronti di qualcuno o di qualcosa se siamo felici, anche per questo la tendenza a lamentarsi con gli altri, quasi per mettere le mani davanti alla gioia cosi discriminata nella educazione che ha caratterizzato per secoli la nostra civiltà, e persino a sentirci a disagio quando ridiamo, niente di più sbagliato.
Per garantirci un buon stato di salute è necessario svincolarci dai sensi di colpa trasformando le nostre emozioni e la nostra vita in pensieri positivi e gioiosi, in gioia, allegria e pace con noi stessi.
Le persone ottimiste e gioiose possiedono un sistema immunitario più forte delle persone depresse.
La depressione ed i pensieri negativi rendono più vulnerabile il corpo agli attacchi esterni.
La gioia, l’amore, le risate, permettono al nostro cervello di produrre degli ormoni che rafforzano le nostre difese immunitarie.
Quindi cosa avviene quando ridiamo:
Una ricerca che ha esaminato alcuni volontari sottoposti a risonanza magnetica funzionale mentre guardavano filmati comici e cartoni animati, ha rilevato che le immagini più divertenti attivavano sia le aree dedicate al linguaggio che il sistema libico ed una particolare struttura chiamata “nucleo accumbens” che regola i meccanismi di ricompensa.
Nel cervello umano un sistema biologico sovrintende alla ricerca del piacere.
Legato a due differenti tipi di neuro trasmettitori, la dopamina e le endorfine, il sistema del piacere, permette di ricercarlo, per avere sollievo e benessere.
La ricerca del piacere è quindi una parte difensiva fisiologica dell’essere umano.
Quando ridiamo, tutto il corpo ne trae giovamento, sollievo e rilassamento muscolare.
Attraverso la risata il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano. Tutto il corpo viene invaso da una sensazione di benessere e da una condizione di beato rilassamento.
Ridere stimola le difese immunitarie, potenziando l’azione dei linfociti T. Inoltre determina una diminuzione dell’ummunoglobina A, presente nella saliva, che ci preserva dalle infezioni delle vie respiratorie.
Ridere aiuta quindi ai fumatori, ed agli asmatici, rilassa bronchi e polmoni.
Ridere è un esercizio muscolare, combatte la stitichezza, poiché stimola i movimenti intestinali.
Ridere combatte lo stress, la debolezza fisica e mentale.
Ridere aumenta il flusso sanguigno nelle aree che secernono le endorfine, stimolando la secrezione delle sostanze antidolorifiche naturali.
Ridere tonifica il corpo e lo aiuta a consumare calorie.
Ridere combatte e previene esaurimenti, ansia, depressioni, mancanza di concentrazione e tanto altro…
se per un istante dio si dimenticherà che sono una marionetta di stoffa e mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico.
darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato !!
se dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente il mio corpo ma anche la mia anima.
dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspettereiche si sciogliesse al sole.
dipingerei con un sogno di van gogh sopra le stelle un poema di benedetti e una canzone di serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e il carnoso bacio dei loro petali.
dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo.
convincerei tutti gli uomini e le donne che sono i miei favoriti e vivrei innamorato dell’amore.
agli uomini proverei quanto sbagliano al pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi.a un bambino gli darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo.
agli anziani insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza. tante cose ho imparato da voi, gli uomini!
ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel risalire la scarpata.
ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene stretto per sempre.
ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall’alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi.
sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma realmente, non mi serviranno a molto, perché quando mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente starò morendo.
... ho appena scoperto che fanno bene (vedi pagina precedente)...
ogni occasione è buona per degustare del cioccolato, comunque esso sia...
:-)
Cioccolato, caffè e olio d'oliva: amici del cuore
Considerarli soltanto uno sfizio è un errore . Alimenti fino a oggi ritenuti ottimi al palato, ma pericolosi per la salute, sono in realtà addirittura i migliori alleati del cuore. La lieta notizia per il popolo delle buone forchette arriva da Rodolfo Paoletti, della Fondazione italiana per il cuore, alla presentazione della Giornata mondiale che si celebrerà il 24 settembre.
Prima di tutto c'è il cioccolato "nero": "Sono ormai noti i vantaggi del cioccolato fondente su importanti parametri del rischio cardiovascolare, quali la funzione dell'endotelio e l'aggregazione delle piastrine. E da studi epidemiologici emerge che il consumo di cioccolato scuro si associa a importanti riduzioni del rischio di mortalità cardiovascolare".
Notizie positive anche per gli amanti del caffè: il pericolo per il cuore non aumenta per colpa delle tazzine, mentre il rischio diabete si riduce in modo significativo. Fra gli amici del cuore anche l'olio d'oliva, che riduce il pericolo di eventi coronarici.
I migliori medici della vita sono: il dottor Sorriso, il dottor Riposo e il dottor Ottimismo. :-)
aggiungiamoci il dottor Svago ed il dottor Dieta... avete altri suggerimenti?
Dottori Mare e Sole.
Dottori Cioccolata e Cibo (che spesso non sono in accordo con il Dott. Dieta)
Dottori Comprensione e Collaborazione.
Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose.
Chi se ne frega! Meglio rimanere ad essere educati...
Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.
Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.
E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.