domenica, 31 dicembre 2006

Buon 2007!

postato da: Manoli alle ore 23:10 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 29 dicembre 2006
Due uomini, entrambi gravemente malati, condividevano la stessa stanza d'ospedale. Uno dei due doveva sedersi sul letto un'ora al giorno durante il pomeriggio per espellere delle secrezioni polmonari. Il suo letto si trovava accanto all'unica finestra nella stanza. L'altro uomo, invece, era costretto a trascorrere tutto il suo tempo supino. I due, col passare del tempo, si ritrovavano a parlare per ore. Parlavano delle loro mogli, delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, della loro esperienza al servizio militare e dei luoghi dov'erano stati in vacanza. Ogni pomeriggio, quando l'uomo nel letto vicino alla finestra si poteva sedere, passava il tempo a descrivere al suo compagno di stanza tutto ciò che vedeva fuori dalla finestra.
L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere nient'altro che per questi periodi di un'ora durante i quali il suo mondo si apriva ed arricchiva di tutte le attività e di tutti i colori del mondo esterno. Dalla finestra, la vista dava su di un parco con un bel lago. Le anatre ed i cigni giocavano nell'acqua, mentre i bambini facevano navigare i loro modellini di battelli. I giovani innamorati camminavano a braccetto in mezzo a fiori multicolori e si poteva vedere in lontananza un bel panorama del profilo della città.
Mentre l'uomo alla finestra descriveva tutti questi dettagli, l'altro chiudeva gli occhi e immaginava la scena pittoresca.
Un caldo pomeriggio, l'uomo alla finestra descrisse una parata che passava lì davanti. Nonostante l'altro uomo non potesse udire l'orchestra, riuscì a vederla con gli occhi della propria immaginazione, talmente il suo compagno la descrisse nei minimi dettagli. I giorni e le settimane passavano.
Una mattina, l'infermiera, entrata nella loro stanza per portare l'acqua per il bagno, trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, serenamente morto nel sonno. Rattristata, chiamò gli addetti della camera mortuaria affinché venissero a ritirare il corpo. Non appena sentì che il momento fosse più appropriato, l'altro uomo chiese se poteva essere spostato in prossimità della finestra. L'infermiera, felice di potergli accordare questo piccolo favore, si assicurò del suo comfort e lo lasciò solo. Lentamente l'uomo si sollevò un poco, appoggiandosi su di un sostegno, per gettare un primo colpo d'occhio all'esterno.
Si allungò per girarsi lentamente verso la finestra vicina al letto... e tutto ciò che vide fu un muro bianco. L'uomo allora domandò all'infermiera cosa avesse spinto il suo defunto
compagno di stanza a descrivergli cose così meravigliose al di là della finestra.
L'infermiera gli rispose che quell' uomo era cieco, e che non poteva nemmeno vedere il muro. E aggiunse: "Forse voleva solamente incoraggiarvi".
Epilogo:
Vi è una felicita straordinaria nel rendere
felici gli altri, malgrado le nostre  situazioni personali.
L'angoscia condivisa dimezza il dolore, ma la felicità, quando viene condivisa, si raddoppia.
Se volete sentirvi ricchi, contate tutte le cose che possedete che non possono essere comprate dal denaro.
L'oggi è un dono, ed è per questo che è chiamato presente!
postato da: Manoli alle ore 14:40 | Permalink | commenti (15)
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sabato, 23 dicembre 2006

Messaggio di Speranza

"Le quattro candele"

Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente.
Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione.

La prima diceva: "IO SONO LA PACE, ma gli uomini non mi vogliono: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!"
Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.

La seconda disse: "IO SONO LA FEDE purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere di me, non ha senso che io resti accesa".
Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

Triste triste, la terza candela a sua volta disse: "IO SONO L'AMORE non ho la forza per continuare a rimanere accesa.
Gli uomini non mi considerano E non comprendono la mia importanza.
Troppe volte preferiscono odiare!"
E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.

...Un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente.
"Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!"
E così dicendo scoppiò in lacrime.

Allora la quarta candela, impietositasi disse:
"Non temere, non piangere:
finchè io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele:
IO SONO LA SPERANZA"

Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime,
il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA DENTRO IL NOSTRO CUORE...

...e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo,
capace in ogni momento di riaccendere con la sua Speranza, la FEDE, la PACE e l'AMORE.

Buon Natale a tutti voi, miei cari...che questo Natale veda realizzati i vostri sogni...che le vostre famiglie restino unite...che il cuore vi faccia comprendere dove risiede il giusto...che l'amore riscaldi sempre le vostre anime. Un abbraccio affettuoso a tutti.

postato da: Manoli alle ore 22:03 | Permalink | commenti (15)
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martedì, 19 dicembre 2006

Fin da piccolo vivo il Natale con grande emozione. Provo la vibrazione della pace nel cuore e respiro aria di tranquillità, amore, affetto tra la gente, lungo le strade, nei bar, nei negozi. E’ festa e il mio cuore lo ha capito! E’ festa in casa mia e nella mia anima. E’ festa e lo voglio gridare al mondo:

Non ho più l’età di chi pensa che il Natale sia sinonimo di regali a volontà. Non ho più la fortuna di condividere questa emozione con persone che ho tanto amato e che mi hanno amato. Non ho più l’età per fare pazzie che un tempo facevo. Non ho più l’età per chiedere a mia madre "dov’è il mio regalo?".

Forse quell’età non ritornerà mai più; forse quei momenti non potrò saggiarli né viverli ancora; forse quell’età è passata per sempre e mai più la rivivrò, ma il Natale mi provoca sempre le stesse emozioni. A dire il vero ne crea di nuove ancora più forti perché, mi fa ricordare e i ricordi sono lo specchio della nostra anima: ci riflettono i nostri desideri. Quando i desideri sono briciole del passato anche il cuore si ferma e pensa. E quando il cuore si ferma capita che delle gocce d’amore scivolino dagli occhi per bagnarci la vita e ricordarci che noi viviamo per loro, per noi, per tutti.

Un giorno, un lontano Natale, quando il cuore proprio non voleva saperne di festeggiare, quando insieme a mia madre ci siamo scambiati gli auguri e abbiamo condiviso insieme al mondo la Natività, quel giorno scrissi queste parole:

Sarà ‘o viento, ‘o tiémpo

O sarraj ‘o core ca fa o fetènte.

Sai ch’è ‘o viento?

È ‘nu bacio ca arriva liento

‘ncoppa ‘o lietto, ogni nòtte.

[Sarà il vento, il tempo. O sarà il cuore che fa capricci. Sai cos’è il vento? È un bacio che arriva lento sopra il letto, ogni notte.]

Anche quest’anno il Natale ha bussato al mio cuore e anche quest’anno, come tutti gli anni, gli occhi si trasformano in gocce d’amore e anche quest’anno, lontano da mia madre, io proverò il valore della festa, della gioia e dell’amore. Quando avrò un minuto solo per me chiuderò gli occhi e andrò a festeggiare con tutti quelli che mi hanno amato, che mi amano e che mi ameranno per sempre. È per magia tornerò piccino e correrò senza pensieri tra le gambe di mio padre, senza fobie mi abbraccerò a mia madre e senza tristezza giocherò con i miei nonni e a tutti reciterò la mia poesia.

Buon Natale a tutti voi e grazie per la gioia che siete stati capaci di costruire nel mio cuore. Grazie per aver dedicato parte del vostro tempo prezioso a leggere i miei pensieri. Grazie a chi ha commentato gli articoli, a chi mi ha telefonato, a chi mi ha contattato privatamente per confrontarsi.

Grazie a tutti voi, davvero!

Buon Natale e siate felici insieme ai vostri cari, ai vostri fidanzati, alle vostre mogli, ai vostri mariti, ai vostri figli, ai vostri nonni, ai vostri nipoti e godetevi non solo un giorno, ma anche quello dopo e quello dopo ancora con la stessa intensità, con la stessa serenità, con la stessa voglia di festeggiare, con la stessa voglia di stare insieme perché, Natale può essere tutti i giorni e tutti i giorni possono essere speciali se il vostro cuore lo vorrà. Siate felici e donatevi un sorriso e io sorriderò con voi.

Auguri a te che sorridi, a te che soffri, a te che sogni, a te che ti disperi per nulla, a te che sei sofferente, a te che vedi il mondo sdraiato in un letto d’ospedale, a te che speri in un bacio d’amore, a te che quel bacio lo hai dato mille volte e tante volte lo hai chiesto senza averlo, a te che guardando gli occhi di tuo figlio vorresti sfogarti e piangere per colpa dell’amore, a te che oggi non hai voglia di festeggiare perché non trovi una ragione, a te che sei sola con il tuo cane e vorresti fosse già il 2 gennaio, a te che non credi nel Natale e continui a ripeterti "tanto è un giorno come altri", a tutti voi vi auguro una serena vita colma di successo e di soddisfazione e vi ricordo semplicemente:

"Diventa campione di te stesso

E gli altri scriveranno il tuo nome

Nel loro cuore"

postato da: Manoli alle ore 16:48 | Permalink | commenti (14)
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martedì, 19 dicembre 2006

Si stanno avvicinando le feste natalizie, per molti è un momento molto bello, pieno di allegria, compere, regali, vacanze e si ritrovano le famiglie. Molti altri invece vivono esattamente l’opposto, diventano frenetici, sperano che finiscano velocemente, non vivono come vorrebbero questi giorni.

Al di là del significato religioso di questa festa, voglio provare a vedere con voi cosa succede dentro ad ognuno di noi in questi giorni.

La prima domanda è “di solito come ci sentiamo in questo periodo dell’anno?”

- Lo aspettiamo con gioia ed entusiasmo come quando eravamo bambini, ci divertiamo ad allestire la casa, dedichiamo attenzione all’acquisto dei regali per i nostri amici e familiari, ci sentiamo tanto buoni.

- Ci sentiamo stanchi, ci innervosisce il costante viavai di gente dai negozi che cerca regali, la riteniamo una festa “come tante altre” e speriamo che finisca presto tutta questa frenesia.

Naturalmente non c’è una categoria migliore dell’altra, la seconda domanda è “Perché ci sentiamo così?” “E’ sempre stato così o le cose sono cambiate con il passare degli anni?”

Quando lavoriamo con la respirazione, andiamo a lavorare sulla nostra voglia di vivere, di gioire, aprirci all’amore, questo non significa che respirando avremo una vita da “film” ma possiamo andare a sciogliere i blocchi che ci impediscono di essere come vorremmo. Andiamo a togliere il velo grigio che ci avvolge per avvolgerci in un “velo” di tutti i colori. Vivremo in modo intenso tutte le emozioni, dalla gioia alla tristezza con la consapevolezza che è vero, reale solo ciò che accade nel qui e ora.

Quando proviamo forti emozioni, una grossa rabbia, molto dolore, senso di abbandono, ecc, siamo in uno stato emozionale collegato a fatti ed emozioni del passato.

La prima cosa da fare è rimanere nel qui e ora:

Sono veramente molto arrabbiata con quella persona per quello che ha fatto? Prova a fare uno stop, fermarti un secondo e rifletti. Sei sicuro che la persona che ti ha “rubato” il parcheggio al centro commerciale lo ha fatto perché è un’egoista prepotente? O forse ti ha ricordato e riconfermato che per te non c’è mai facilità nel fare qualcosa?

Sei sicuro che ogni volta che qualcuno alza la voce è arrabbiato con te? O forse potrebbe essere arrabbiato con altre persone o per motivi in cui tu non c’entri niente? E soprattutto tu ti senti colpevole? Anche se non hai fatto niente?

Questi sono solo flash, solo piccoli esempi che ci fanno capire che spesso non viviamo nel qui e ora, la nostra mente vaga senza controllo, fa associazioni non sempre esatte e ci conferma alcuni pensieri che abbiamo su noi stessi.

Il regalo più bello che possiamo farci per Natale è provare a rimanere nel qui e ora quando le emozioni attraversano la nostra giornata, e una volta visto che il presente non è così “tremendo” come lo avevamo visto fino a prima, trovare in noi la forza di affrontarlo in modo diverso, magari con il cuore un po’ più leggero.

Vi auguro di passare un Natale felice e sereno.

postato da: Manoli alle ore 13:11 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 15 dicembre 2006

L'uomo rimane importante non perché lascia qualcosa di se, ma perché agisce e gode e induce gli altri ad agire e godere.

;-)

un abbraccio forte

postato da: Manoli alle ore 16:20 | Permalink | commenti (11)
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giovedì, 14 dicembre 2006

Auguro a tutti una magnifica giornata! Che ne dite di incominciare con una fantastica colazione? :-)

Un abbraccio ed un sorriso a tutti!

Il futuro appartiene a coloro
che avranno il coraggio di credere nella bellezza dei propri sogni.

postato da: Manoli alle ore 06:42 | Permalink | commenti (10)
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mercoledì, 13 dicembre 2006

La felicità é fatta di niente... che al momento in cui la vivi sembra tutto. Non arrabbiarti perché il cespuglio di rose ha le spine ma senti la gioia perchè il cespuglio di spine porta le rose. La felicità è simile ad una farfalla che se la insegui non riesci mai a prenderla ma se ti siedi tranquillo può anche posarsi su di te. Questo è amore. Ecco cosa significa. Significa dividere la gioia con la gente. Quando vedete qualcosa di bello, andate e ditelo.

Un abbraccio forte a tutti.... amate qualsiasi cosa desiderate!!!!

postato da: Manoli alle ore 17:59 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 09 dicembre 2006
Da qualche parte ho letto che la felicità va ricercata
nei ricordi, io non voglio ricordi, io voglio vivere
la vita, voglio "sentire" la felicità avvolgermi,
voglio sentirmi vivo... ogni giorno.
Sicuramente incapperò in giorni NO!
Certamente ci saranno giorni NO! La vita lo impone.
Ma io posseggo la formula per superare questi giorni
tristi,una formula che ho collaudato personalmente,
una formula efficace, un pozione che funziona.
Vuoi il nome di questa fantastica REALTA'??!
Si chiama Amore, si dichiara la meravigliosa,
completa, unica, ineguagliabile "Forza dell'Amore",
se sei capace di sentirla dentro Te, se sei in grado
di apprezzare le sue qualità, se senti i suoi
benefici, se ascolti il tuo cuore, i tuoi pensieri, se
senti che
l'Amore scorre dentro Te, fermati un solo secondo
chiudi i tuoi meravigliosi occhi e  ascolta il tuo
cuore ... lascialo andare, non ascoltare il mondo che
ti circonda, scaccia il pensiero delle responsabilità,
dei doveri, dei pensieri, lascia che l'incredibile
fluido dell'Amore scorra dentro di Te, apri il tuo
cuore, apri la tua mente e lascia parlare la tua
anima, lasciala cantare, lasciala urlare...

postato da: Manoli alle ore 11:59 | Permalink | commenti (13)
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mercoledì, 06 dicembre 2006

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

postato da: Manoli alle ore 07:37 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 06 dicembre 2006
Per corrugare la fronte si mettono in movimento ben sessantacinque muscoli. Per sorridere solo diciannove. Allora, almeno per economia, sorridi!
:-)
postato da: Manoli alle ore 07:21 | Permalink | commenti (8)
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venerdì, 01 dicembre 2006
Il Tempo è quello che noi stessi ci concediamo.
Quando non abbiamo Tempo è perché non ne abbiamo
 voluto avere,
e quando ne abbiamo troppo, è perché troppo ce ne siamo
concessi.
Il Tempo ha il volto umano delle cose che vogliamo e non
vogliamo fare.
Il nostro Tempo,
 ci appartiene sempre e comunque.
postato da: Manoli alle ore 07:45 | Permalink | commenti (17)
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