L’ironia della vita
Ironia: dissimulazione più o meno derisoria del proprio pensiero con parole non corrispondenti a esso. Figura retorica che consiste nel dire il contrario di ciò che si pensa. Umorismo sarcastico e beffardo. Derisione, scherno.
Adoro l’umorismo e l’ironia e soprattutto penso che l’autoironia sia sinonimo di intelligenza molto spiccata e possa aiutare ad affrontare e stemperare anche le situazioni in cui, pensandoci a freddo, la riterremmo estremamente fuori luogo.
Una mia collega mi racconta dello stupore e profonda ammirazione che prova ogni giorno parlando con un suo paziente che scherza in modo assolutamente equilibrato e in perfetto stile inglese sulla sua condizione di malato oncologico terminale. Pochi giorni fa mi raccontava:" Questa mattina vedo la sua tac: non c’è praticamente un distretto corporeo risparmiato dalla malattia, penso: potrebbe morire anche in questo momento…poi vado a vedere lui e penso di aver sbagliato letto: un bell’uomo in apparente stato di buona salute, con l’espressione serena e un senso dell’umorismo coinvolgente che scherza sulla sua condizione, pur essendo ben cosciente, e glielo si legge nel profondo degli occhi, di essere sul punto di morire da un giorno all’altro.".
Da come me lo raccontava non si trattava di un’ironia forzata dettata dall’imbarazzo della situazione, ma un modo per dire: dottoressa, non c’è bisogno che si preoccupi per me e che mi spieghi cosa mi sta succedendo, io lo so e non mi fa paura, l’ho accettato, ma non appesantiamo tutto con lunghi discorsi, non ne ho bisogno. Un modo per affrontare coraggiosamente il proprio percorso e difendersi da ulteriori carichi emotivi inutili… Resto irrimediabilmente spiazzata anch’io quando mi trovo a che fare con persone così e il cuore mi si riempie di profonda ammirazione: " Dottoressa, cosa vuole? Ormai non ho più un pezzo che funzioni, mi faccia un po’la richiesta di rottamazione!" oppure: "Là sotto (riferendosi all’apparato riproduttivo) non c’è più niente, finalmente posso dire a mio marito che non deve più stare attento!"e tante altre battute di questo tipo, pronunciate con sorrisi reali, senza amarezza, ma con un vero spirito ironico!
Parlando di umorismo mi viene sempre in mente mia nonna, spirito libero e indipendente, forte come una roccia e dotata di un senso dell’umorismo non comune. Abituata a vivere e fare tutto da sola fino a 92 anni, si ritrova improvvisamente con un linfoma e perde in pochi mesi l’indipendenza, va a vivere a casa dei miei, non riesce più a camminare da sola, a tirarsi su dalle sedie, a prepararsi da mangiare, a uscire da sola per andare dalla parrucchiera a farsi i capelli blu o rosa (mi chiedo cosa usino le parrucchiere per i capelli bianchi?!) ed è perfettamente capace di intendere e volere.
Passo un mese a casa per aiutarla la mattina quando i miei sono al lavoro: alle 8 mi sveglia suonando una campanella urlandomi: "Servizio sollevamento nonne!!!"con quel sorriso stampato sul viso, mai un lamento, solo risate e bei ricordi. Eppure avrebbe avuto tutte le ragioni per deprimersi, per piangere, per prendersela con noi, per cercare di ribellarsi alla sua nuova condizione, a maggior ragione perché anziana e abituata all’indipendenza totale.
Può sembrare facile a dirsi, ma il senso dell’umorismo è una forza che può far sollevare da situazioni che sembrano disperate, può bastare una parola e chi lo possiede non deve perderlo mai, lasciare che abbia libero sfogo, anche quando pensa che una battuta possa sembrare fuori luogo per la serietà della situazione; chi non lo possiede può imparare piano piano a prendersi un po’in giro o gioire di quello degli altri, perché è un dono al quale non si può davvero rinunciare.






