martedì, 27 febbraio 2007

L’ironia della vita

Ironia: dissimulazione più o meno derisoria del proprio pensiero con parole non corrispondenti a esso. Figura retorica che consiste nel dire il contrario di ciò che si pensa. Umorismo sarcastico e beffardo. Derisione, scherno.

Adoro l’umorismo e l’ironia e soprattutto penso che l’autoironia sia sinonimo di intelligenza molto spiccata e possa aiutare ad affrontare e stemperare anche le situazioni in cui, pensandoci a freddo, la riterremmo estremamente fuori luogo.

Una mia collega mi racconta dello stupore e profonda ammirazione che prova ogni giorno parlando con un suo paziente che scherza in modo assolutamente equilibrato e in perfetto stile inglese sulla sua condizione di malato oncologico terminale. Pochi giorni fa mi raccontava:" Questa mattina vedo la sua tac: non c’è praticamente un distretto corporeo risparmiato dalla malattia, penso: potrebbe morire anche in questo momento…poi vado a vedere lui e penso di aver sbagliato letto: un bell’uomo in apparente stato di buona salute, con l’espressione serena e un senso dell’umorismo coinvolgente che scherza sulla sua condizione, pur essendo ben cosciente, e glielo si legge nel profondo degli occhi, di essere sul punto di morire da un giorno all’altro.".

Da come me lo raccontava non si trattava di un’ironia forzata dettata dall’imbarazzo della situazione, ma un modo per dire: dottoressa, non c’è bisogno che si preoccupi per me e che mi spieghi cosa mi sta succedendo, io lo so e non mi fa paura, l’ho accettato, ma non appesantiamo tutto con lunghi discorsi, non ne ho bisogno. Un modo per affrontare coraggiosamente il proprio percorso e difendersi da ulteriori carichi emotivi inutili… Resto irrimediabilmente spiazzata anch’io quando mi trovo a che fare con persone così e il cuore mi si riempie di profonda ammirazione: " Dottoressa, cosa vuole? Ormai non ho più un pezzo che funzioni, mi faccia un po’la richiesta di rottamazione!" oppure: "Là sotto (riferendosi all’apparato riproduttivo) non c’è più niente, finalmente posso dire a mio marito che non deve più stare attento!"e tante altre battute di questo tipo, pronunciate con sorrisi reali, senza amarezza, ma con un vero spirito ironico!

Parlando di umorismo mi viene sempre in mente mia nonna, spirito libero e indipendente, forte come una roccia e dotata di un senso dell’umorismo non comune. Abituata a vivere e fare tutto da sola fino a 92 anni, si ritrova improvvisamente con un linfoma e perde in pochi mesi l’indipendenza, va a vivere a casa dei miei, non riesce più a camminare da sola, a tirarsi su dalle sedie, a prepararsi da mangiare, a uscire da sola per andare dalla parrucchiera a farsi i capelli blu o rosa (mi chiedo cosa usino le parrucchiere per i capelli bianchi?!) ed è perfettamente capace di intendere e volere.

Passo un mese a casa per aiutarla la mattina quando i miei sono al lavoro: alle 8 mi sveglia suonando una campanella urlandomi: "Servizio sollevamento nonne!!!"con quel sorriso stampato sul viso, mai un lamento, solo risate e bei ricordi. Eppure avrebbe avuto tutte le ragioni per deprimersi, per piangere, per prendersela con noi, per cercare di ribellarsi alla sua nuova condizione, a maggior ragione perché anziana e abituata all’indipendenza totale.

Può sembrare facile a dirsi, ma il senso dell’umorismo è una forza che può far sollevare da situazioni che sembrano disperate, può bastare una parola e chi lo possiede non deve perderlo mai, lasciare che abbia libero sfogo, anche quando pensa che una battuta possa sembrare fuori luogo per la serietà della situazione; chi non lo possiede può imparare piano piano a prendersi un po’in giro o gioire di quello degli altri, perché è un dono al quale non si può davvero rinunciare.

postato da: Manoli alle ore 16:51 | Permalink | commenti (13)
categoria:
martedì, 27 febbraio 2007

Logica e fascino delle 4 “S”

Da diversi anni, lavoro nel mondo dello sport come coach sportivo. Nei vari convegni e corsi per istruttori, l’argomento che più affascina e suscita interesse è proprio questo delle 4 “S”.

Lo sport è vita, è passione, è emozione! Sappiamo bene quanto sia determinante il ruolo dell’istruttore nel far rimanere vivi i veri valori e nel trasmetterli agli atleti, sia piccoli che grandi (intendo di età!).

Fino a qualche anno fa, forse all’istruttore bastavano solo 2 S, cioè il SAPERE (competenza) ed il SAPER FARE (abilità personale). Oggi però non è più così…

Agli istruttori vengono richieste 4 S.

Vediamole:

SAPER ESSERE: coerenza

SAPERE: competenza

SAPER FARE: abilità personale (tecnica e tattica)

SAPER FAR SAPERE utilizzo del giusto stile comunicativo.

Il SAPER ESSERE è un concetto che viene ricondotto alla sfera della leadership. Negli articoli precedenti, abbiamo sottolineato il vero senso del leader. Leader è chi dà l’esempio, chi sa gestire le proprie emozioni, chi sa far emergere le potenzialità di chi guida, chi resta coerente, nell’atteggiamento mentale e comportamentale) con la propria scala valori. Essere coerenti significa avere una chiara visione di se stessi e degli altri; aver stabilito la propria missione ed i propri obiettivi in relazione agli atleti che si guidano.

Il SAPERE, diventa determinante in ogni nostra attività, a maggior ragione quando per attività si intende l’insegnamento. Credo sia impossibile insegnare agli altri qualcosa che si ignora… non siete d’accordo?

La formazione continua e aggiornata dovrebbe essere uno dei principali obiettivi dell’allenatore.

SAPER FARE: ammettiamo di essere un istruttore di basket e di non saper fare la “presa” della palla… va bene che c’è un detto che recita più o meno “chi non sa fare, insegna”, ma personalmente lo trovo impossibile. L’istruttore si trova spesso, e in una buona seduta di allenamento lo dovrebbe sempre fare, a far vedere ai ragazzi l’esercizio, il tiro, il singolo gesto tecnico. Se dimostra per primo di non possedere queste abilità, la relazione che cerca di instaurare con il gruppo accusa un vero scossone ed i ragazzi avranno poca fiducia nei suoi confronti.

Possiamo essere coerenti, competenti e abili ma se non sappiamo comunicare, trasmettere, tutte le informazioni che possediamo agli altri, il nostro lavoro di istruttori sarà vano. Oggi, più che mai, nel mondo dello sport si parla di “comunicazione” dell’allenatore, ed in effetti il ponte di collegamento tra l’insegnamento e l’apprendimento è proprio la comunicazione.

Pensate, allora, quanto immenso può essere il potere della comunicazione.

SAPER FAR SAPERE implica l’utilizzo del giusto stile comunicativo. La comunicazione è una vera e propria azione, che come tale produce delle conseguenze, l’importante è che le sue conseguenze siano positive.

Nei prossimi articoli approfondiremo tutti gli aspetti della comunicazione, degli stili comunicativi, dei principi, dei segreti per una comunicazione di qualità, della gestione della comunicazione in fase di allenamento, pre-gara e post - gara, ecc. per il momento focalizziamo queste magnifiche, affascinanti 4 “S”!

postato da: Manoli alle ore 14:49 | Permalink | commenti (2)
categoria:
lunedì, 26 febbraio 2007

Per conoscere bene le persone, è necessario mangiarci insieme.

Quando mi invitate a mangiare insieme a voi?! :-)

postato da: Manoli alle ore 13:24 | Permalink | commenti (7)
categoria:
lunedì, 26 febbraio 2007

Un amico è colui che è disposto ad ascoltare e a consolarti quando serve.

Un amico è una persona che ti offre aiuto, senza chiedere però una ricompensa.

Un amico è quella persona che sta sveglio ore a parlarti quando tu hai bisogno.

Un amico ti sta accanto sempre, e si vede quando c'è bisogno.

Un amico è colui che è in grado di farti sorridere anche nei momenti peggiori.

Un amico è la persona con cui sai divertirti e con cui puoi condividere i segreti.

Un amico è ciò di cui tutti noi abbiamo bisogno, ma per avere un buon amico bisogna essere buoni amici.

Gli amici sono come dei tesori, ognuno è stupendo e raro a modo suo.

Buon proseguimento amici miei! :-)

postato da: Manoli alle ore 13:09 | Permalink | commenti (4)
categoria:
lunedì, 26 febbraio 2007
A te che ti guardi allo specchio
cercando la perfezione,
prova per un attimo
a chiudere gli occhi
e a provare la strana
sensazione di esistere.
Il tuo corpo, la tua mente,
la tua anima, sprigionano
l'energia stessa della vita.
La ragione ci ha livellati tutti,
mentre tu con la tua forza
puoi dimostrare ancora
che non è l'apparenza
l'essenza della vita.
postato da: Manoli alle ore 06:57 | Permalink | commenti (7)
categoria:
venerdì, 23 febbraio 2007
La risposta alla domanda "perché sono qui" "perché esisto"? Una delle più semplici: perché no? Perché non dovrei? Non esiste una ragione né una vera risposta, solo la domanda...
postato da: Manoli alle ore 13:11 | Permalink | commenti (14)
categoria:
venerdì, 23 febbraio 2007

L'unico posto dove "successo" viene prima di "sudore" è il dizionario.

:-)

postato da: Manoli alle ore 13:06 | Permalink | commenti (4)
categoria:
venerdì, 23 febbraio 2007
Ci è stato donato il libero arbitrio affinché scegliessimo, ieri, di essere le persone che siamo oggi, in modo da poter scegliere, oggi, di essere le persone che saremo domani.
postato da: Manoli alle ore 13:03 | Permalink | commenti (3)
categoria:
venerdì, 23 febbraio 2007
Un abbraccio...
Perdersi in un abbraccio, nel profumo... nel calore.
Vivere solo dei battiti di chi ti abbraccia, stringere forte la testa sulla sua spalla e chiudere gli occhi.
Sentirsi caldi... caldi dentro, dal cuore per tutto il corpo... e capire che non si è soli... e sentirsi amati... e sentirsi meno soli, perché io solo mi ci sono sentito molte volte e più vado avanti e più la storia si ripete e... beh, fa male.
Fa male illudersi di poter sentirsi bene... bene davvero, di poter essere sereni ma caldi dentro, sereni senza essere superficiali... e poi... poi il bel girotondo finisce e tutti giù per terra... e io mi faccio male a cadere, io voglio girare.
Girare girare girare, fino a non finire mai... perché girare è vivere... girare è amare...
postato da: Manoli alle ore 07:31 | Permalink | commenti (8)
categoria:
giovedì, 22 febbraio 2007

Tutti vorrebbero vivere sulla cima di una montagna, dimenticando però che la vera felicità sta nello scalare la vetta.

Ogni essere umano ha il diritto di perseguire la gioia.
Per gioia si intende ciò che lo rende felice, non necessariamente ciò che rende felici gli altri.

La felicità è molto importante e fa bene alla salute, essere delusi non aiuta a niente.

La felicità non si analizza, si vive.

Non preoccuparti del futuro, ma cerca di diventare fermo e chiaro nello spirito, perché la tua felicità non dipende dal tuo destino ma da come riesci ad affrontarlo.

Il vero modo di essere felici è quello di procurare felicità agli altri.

Felicità... l'attimo in cui sorridi... dimenticando tutto il resto.

postato da: Manoli alle ore 06:50 | Permalink | commenti (10)
categoria:
mercoledì, 21 febbraio 2007

traffico per arrivare a lavoro, tempo incerto ma temperatura mite... urge una buona colazione... per dare una svolta positiva alla giornata!!!

chi mi fa compagnia? ;-)

splendida giornata a tutti!

un abbraccio ed un sorriso :-)

postato da: Manoli alle ore 07:38 | Permalink | commenti (11)
categoria:
mercoledì, 21 febbraio 2007

C'è un posto lontano dove se raggiunto ti accorgi che ogni altro posto si trova in un altro mondo.

C'è un posto lontano dove ogni cosa perde il suo significato e tutto sembra nuovo.

C'è un posto lontano nel quale si scontrano felicità e tristezza.

C'è un posto lontano dove ti accorgi chi sei.

C'è un posto lontano dove non capisci più chi sei.

C'è un posto lontano fatto di sensazioni forti, più forti del tuo Io.

C'è un posto lontano per il quale è doveroso vivere.

C'è un posto lontano dove per qualcuno è la fine.

C'è un posto lontano abitato solo da una sigola persona.

C'è un posto lontano nel quale gli angeli si uniscono per te e tu lo percepisci.

C'è un posto lontano nel quale tutti dovremmo andare e dal quale, forse, mai fare ritorno.

C'è un posto lontano dove scontrarsi con se stessi e non solo.

C'è un posto lontano che è vicinissimo, troppo vicino.

C'è un posto lontano che raggiungi senza aver mai intrapreso il cammino nella sua direzione.

C'è un posto lontano che viene lui da te quando non te l'aspetti.

C'è un posto lontano che sta dentro di te.

Un posto fatto di te e dell'altra persona che ami.

postato da: Manoli alle ore 07:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:
martedì, 20 febbraio 2007

Il Dolore precede ogni piacere

ed è il principio motore dell'Uomo.

postato da: Manoli alle ore 17:57 | Permalink | commenti (4)
categoria:
martedì, 20 febbraio 2007

L’autostima è l’immagine che ciascuno di noi ha di sé, che ci costruiamo fin dall’infanzia e che è la risultante della combinazione di vari fattori. Tra questi sono sicuramente importanti i messaggi provenienti dall’esterno, in particolare dalle figure di riferimento per noi più significative (genitori, insegnanti, coetanei) e dalle interpretazioni che diamo a tali messaggi. Hanno un ruolo fondamentale anche le nostre valutazioni su noi stessi e sulle azioni che compiamo.

L’autostima non è dunque un concetto statico: essa continua a modificarsi nel corso della nostra esistenza e ad alimentarsi attraverso le esperienze di vita, i successi, i fallimenti, i feedback che riceviamo e il modo in cui tutto ciò viene da noi vissuto e percepito.

Da piccoli interiorizziamo ciò che l’ambiente in cui viviamoci comunica su noi stessi, le opinioni che gli adulti hanno nei nostri confronti e può accadere che cominciamo a considerarle realtà oggettive. Il risultato di questa interiorizzazione è che, anche quando tali figure non sono più fisicamente presenti, è come se continuassimo a sentire le loro voci, le loro critiche, i loro commenti dentro di noi. Il problema nasce nel caso in cui questa sorta di “dialogo interno” sia denigratorio, esageratamente esigente e giudicante: questo ci provoca sensazioni spiacevoli, ci fa sentire inadeguati e ci porta a giudizi negativi su noi stessi. Questo avviene soprattutto se abbiamo interiorizzato, o comunque ci siamo creati nel tempo, degli “standard” troppo elevati, delle idee poco realistiche su come vorremmo essere, che influiranno, ad esempio, sugli obiettivi che andremo a porci, rischiando un pericoloso circolo vizioso. Se infatti ci poniamo una meta troppo lontana dalle nostre possibilità, il fallimento sarà inevitabile. Se poi attribuiamo il fallimento alla nostra incapacità piuttosto che alla oggettiva difficoltà, contribuiamo alla costruzione di un’immagine negativa di noi stessi. E se abbiamo un’immagine di noi come persone con scarse qualità e capacità, la prossima volta che ci appresteremo ad affrontare un compito lo faremo con un approccio poco convinto, del tipo: “Tanto è inutile”, “Tanto andrà male come sempre”, “Non credo di essere capace” ecc. Questa condizione probabilmente ci porterà a non impegnarci troppo (“Tanto è inutile..”), a partire sfiduciati e poco reattivi e magari a fallire davvero, confermando, anzi rinforzando e alimentando nuovamente quell’immagine negativa di partenza (profezia che si auto-avvera).

Quindi, se gli standard sono molto alti, irraggiungibili, è facile che l’esperienza sarà quella di frequenti fallimenti e rari successi: ciò può essere tra le cause di una autostima bassa.

L’autostima quindi scaturisce dai risultati delle nostre esperienze confrontati con le aspettative ideali. Se, ad esempio, dai genitori o da altre figure di riferimento, arrivano costantemente dei messaggi molto richiedenti, di perfezionismo, di successo, dentro di noi potrebbero formarsi un “ideale di sé” e degli standard di comportamento ideale che possono causare grande insoddisfazione, poiché troppo lontani dal “sé reale”. In questi casi sarebbe molto utile individuare le fonti di questi standard poco realistici, al fine di prenderne coscienza e iniziare a ridimensionarli.

Altro problema sorge quando l’unica fonte di “nutrimento” per la nostra autostima è l’approvazione altrui, che sicuramente è importante e fa piacere a tutti, ma se ne siamo troppo “dipendenti”, rischiamo, nel caso tutto questa non arrivi, di sminuire l’immagine che abbiamo di noi stessi e del nostro valore. Il nostro valore appunto. E nostro dovrebbe essere anche il parametro con il quale lo misuriamo, poiché ciò che vale per noi può essere diverso da ciò che vale per una qualunque altra persona, in quanto i significati e le interpretazioni di uno stesso avvenimento o oggetto che sia, sono sempre soggettivi. E quando ci svalutiamo e la nostra autostima si riduce, possono venire a mancare anche motivazioni, spirito di iniziativa, aspirazioni (e dunque il rischio di circoli viziosi negativi).

L’autostima infatti incoraggia all’auto-potenziamento, alla base del quale c’è l’auto-approvazione. Credere in se stessi ci aiuta a superare momenti difficili e di scoraggiamento e ad accettarsi per quello che si è, con pregi e difetti e ci permette di non fare a noi stessi richieste inadeguate ed esagerate. Dovremmo ricordarci spesso che nessuno è immune da errori e da fallimenti e che l’auto-accettazione è fondamentale per un buon livello di autostima.

Una persona con bassa autostima spesso se la prende molto se viene criticata e tende a dare poca rilevanza ai giudizi positivi che riceve dagli altri, rimanendo focalizzata sui propri difetti reali o immaginari. E’inoltre portata a prestare eccessiva attenzione ai propri difetti quando parla con altri e ad attribuire i successi alla fortuna e gli insuccessi (o presunti tali) alle proprie mancanze. Ciò comporta anche una difficoltà nel godersi i propri meriti, una certa tendenza a darli per scontati, se non addirittura a non notarli!

E’ importante capire che se la stima di sé è qualcosa che abbiamo appreso e costruito, possiamo anche gradualmente apprendere dei comportamenti nuovi, degli atteggiamenti e delle modalità di pensiero diversi, cercando di prendere maggiore consapevolezza riguardo a noi stessi, al nostro dialogo interno e lavorandoci sopra. Importante è anche allenarsi a riconoscere i nostri pensieri negativi e imparare a gestirli e a modificarli prima che si trasformino in fatti concreti.

Spetta a noi modificare la nostra vita, prendere atto dei nostri bisogni, delle nostre peculiarità che ci rendono “unici” e che non sono necessariamente difetti, ma semplicemente le nostre caratteristiche, che saranno sicuramente diverse da quelle di un’altra persona ma non per questo inferiori.

postato da: Manoli alle ore 15:38 | Permalink | commenti (6)
categoria:
lunedì, 19 febbraio 2007

Tu quanto si senti libero/a?

Libero/a di pensare liberamente, di comunicare liberamente e di agire liberamente?

Io credo che di tanto in tanto, sia utile fermarsi un pò a riflettere sulla nostra capacità di influenzare o meno l’ambiente in cui viviamo.

Si, perchè è questo secondo me "l’indicatore di performance" della nostra condizione di libertà.

Credo infatti, che tanto più riusciamo ad espandere la nostra influenza verso i contesti in cui agiamo e reagiamo, quanto più siamo libertà.

Per me la libertà è strettamente legata all’ identità che abbiamo di noi stessi, nel senso che per avere libertà nella vita, bisogna innazitutto "essere" liberi.

Una identità di "persona" libera è una condizione di "vitale" importanza in un paese che a me sembra sempre di più, il paese delle "libertà negate".

Quando penso ai tanti e forse troppi "divieti" che ci vengono imposti spesso mi chiedo fino a che punto l’essere umano sia disposto ancora a sacrificarsi ed a sacrificare la propria libertà ed il proprio senso di libertà.

Ma mi accorgo subito dopo che ciò nonostante, ci sono persone che benchè "costrette" a muoversi in condizioni sempre più limitate, riescono comunque a pensare "liberamente" ed a difendere la loro identità di "persone" libere.

Ed è a questi modelli che mi ispiro costantemente, per difendere la "mia" libertà e la mia identità di persona libera.

Ti lascio la libertà per le tue personali riflessioni;

l’invito che invece mi prendo la libertà di farti, è di difendere la libertà che ti sei conquistato/a sin qui e di espandere sempre di più la tua influenza di "persona" libera.

Il mondo ne ha davvero bisogno.

postato da: Manoli alle ore 09:47 | Permalink | commenti (18)
categoria:
sabato, 17 febbraio 2007

Amare vuol dire prendersi la responsabilità di costruire un amore nuovo tutti i giorni con il proprio partner.

 

Un vero amore è grande quando sa costruire nuovi orizzonti e nuove poesie d’amore per tenere viva la passione. Un bacio dato con passione non è la stessa cosa di un bacio dato con amore. L’uno aiuta a trasformare l’altro. E l’altro aiuta a incrementare l’affetto. In amore non c’è chi è più esperto dell’altro. Non c’è una regola in amore, né segreti, né metodi per far durare un amore. Posso dire che se vogliamo chiamarlo segreto, forse uno c’è, e si chiama Rispetto.

Solo quando c’è rispetto l’amore dura. Solo quando il rispetto prevale nella coppia la passione diventa forte. Solo quando c’è il rispetto allora c’è fiducia, serenità e affetto.

L’amore ama trionfare. Fate in modo che il vostro bene sia sempre carico di rispetto.

Ricordate, se rispettate sarete rispettati. Se amate sarete amati. Se vi fidate, gli altri avranno fiducia in voi. Se il vostro cuore è limpido anche il cuore degli altri apparirà perfetto. Se date, riceverete. Se credete, vi crederanno. Se fingete, invece, perderete. Se negate, vi allontaneranno. Se ingannate, fallirete.

 

Vincere, in amore, equivale a vincere nella vita.

postato da: Manoli alle ore 20:49 | Permalink | commenti (7)
categoria:
venerdì, 16 febbraio 2007

Ognuno Ti Dà Qualcosa. Impara a vedere il valore di ognuno e di tutte le cose e guarda come crescono le tue opportunità!

Un’esperienza che mi ha fatto pensare.

Ho frequentato una volta un corso di recitazione durante il quale abbiamo fatto un esercizio che non dimenticherò mai. Questo esercizio mi ha aiutato a cambiare il mio modo di pensare ma soprattutto mi ha aiutato a sviluppare la mia creatività ancora di più, ad aprire la mente, a superare gli ostacoli arrivando così a raggiungere giorno per giorno i miei obiettivi ed i conseguenti risultati.

L’esercizio si svolgeva in coppie, il compito assegnatoci era quello di raccontare al nostro partner di un problema che da tempo cercavamo di risolvere. Ognuno di noi doveva poi dare all’altro un consiglio che lo aiutasse a trovare la giusta soluzione. Il fatto di essere qualificato o meno per poter dare questo consiglio non aveva alcuna importanza.

Fatto ciò, il nostro coach ci fece questa prima domanda: “Chi pensa di aver ricevuto un consiglio valido per risolvere il proprio problema?” Circa la metà della classe alzò la mano, il mio partner faceva parte di quella metà, io invece no. Non sentivo infatti di aver ricevuto un consiglio che mi potesse aiutare a risolvere la mia situazione.

A questo punto l’insegnante ci fece una seconda domanda che avrebbe cambiato il mio modo di pensare. La domanda era la seguente: “E chi ha ricevuto un valido consiglio e ancora non lo sa?” Guardai i miei compagni e vidi sui loro volti delle espressioni confuse di chi non aveva compreso il senso della domanda. Sorrisi, perché capii in quel momento cosa l’insegnante intendesse dirci e soprattutto compresi che aveva assolutamente ragione.

Disse ancora, “Se volete ottenere delle grandi cose nelle vostre vite, se decidete di inseguire il successo, se volete semplicemente raggiungere i vostri obiettivi dovete iniziare a vedere le cose in modo diverso. Tutte le persone che incontrate, tutte le situazioni che vivete vi lasciano qualcosa, vi insegnano qualcosa, vi offrono qualcosa che vi può aiutare a raggiungere quello che volete o a vivere la vita che volete vivere. Siete voi stessi che dovete aprire la vostra mente per essere in grado di ricevere questi “doni”. Ognuno ti da il suo “regalo” personale.

Io credo fortemente che…

…se impari a vedere le cose in questo modo e ti chiedi sempre “In che modo questa conversazione, questa persona e quello che mi ha detto, questa situazione, questo momento difficile può aiutarmi o stimolarmi a pensare a come posso raggiungere un particolare obiettivo?”, vedrai quante opportunità si apriranno per te. Da quel momento nel seminario capii che avrei guardato tutte le cose in modo diverso.

Se stai cercando di risolvere un problema o stai pensando a come ottenere quello che vuoi, prova a porti delle domande ogni volta che conversi con qualcuno.

“Che cosa potrebbe avere a che fare questa conversazione con il mio obiettivo?”

“Cosa ho imparato da questo incontro?”

“Cos’è che mi ha stimolato?”

“Che cosa mi ha trasmesso quella persona?”

“In che modo mi può aiutare questo articolo?”

"Il fatto che sono arrivato a questo sito per caso, che messaggio mi dà? In che modo mi può aiutare?

Una grande scommessa

Sono proto a scommettere che se scarti subito la possibilità che una certa situazione ti possa aiutarti in qualche modo o se pensi che un consiglio di una persona non ti possa aiutare a risolvere la tua situazione, molto probabilmente, avrai ragione. Non ti aiuterà a fatto, proprio perché se convinto di ciò!

Se invece ti fai costantemente domande di quel tipo, sono pronto a scommettere che la strada delle opportunità per te si aprirà alla grande!

Buona fortuna!

postato da: Manoli alle ore 13:56 | Permalink | commenti (9)
categoria:
venerdì, 16 febbraio 2007

Il primo obbiettivo è non soffrire e poi eventualmente stare bene!

Noi siamo responsabili di come stiamo e se qualcosa non ci piace, abbiamo il potere di cambiarlo.

postato da: Manoli alle ore 09:59 | Permalink | commenti (7)
categoria:
venerdì, 16 febbraio 2007

oggi c'è una bellissima giornata di sole... magnificooooooooooo.....

auguro a tutti un piacevole proseguimento!

un abbraccio forte ed un sorriso :-)

postato da: Manoli alle ore 08:34 | Permalink | commenti (3)
categoria:
giovedì, 15 febbraio 2007
Il cielo era terso e la luce del sole inondava i campi, mentre una voce incominciò a sussurrare un nome:

Rosa, Rosa, Rosa.

Nel campo i fiori tutti presero a chiedersi chi quella voce avesse in animo di indicare, quel nome  segnalava agli altri che tra i fiori fosse sbocciata una rosa.
Ed una margherita consapevole d’esser tale, con molta semplicità come le era naturale, chiese alla sua altera vicina, dal capo sempre chino, se sapesse chi era la rosa che la voce continuava a chiamare, e il fiore con grande tristezza disse:

Chiedi proprio a me, che neppure so che fiore sono?

E la margherita colta da grande meraviglia disse:

Io sono una margherita ed in quanto tale vivo il mio cammino, vedi li di fronte al tuo orizzonte, quello è un girasole ed anche lui nella consapevolezza di ciò che è, vive la sua missione di vita, ma tu fiore senza nome, come farai a seguire la tua strada, se ancora non sai cosa sei? Forse la tua immensa tristezza nasce proprio dal non saperlo?

Hai ragione margherita disse, nel piangere disperato, il fiore senza nome - ma non posso comunque farci nulla, sapresti tu dirmi a che fiore assomiglio?

Ma la  margherita, che sino ad allora aveva parlato giuliva e spensierata, fu colta da un improvviso dolore, lo stesso dolore del fiore senza nome, e nel riacquistare la calma disse:

Non lo so, non ne ho mai visti come te, so solo che sei un fiore bellissimo, ma ora la tua tristezza ha preso anche il mio cuore e non riesco a ragionare, scusami.

Disse  nel voltarsi dall’altro lato, come per tagliare un filo troppo doloroso.
Fu allora che il fiore senza nome prese a guardare in alto nel cielo terso e chiese il dono di capire a che tipo di fiore appartenesse, e quale fosse il suo naturale cammino. In quello stesso istante il cielo si fece specchio e il fiore riuscì finalmente a vedere la sua immagine riflessa.

Vedo e comprendo d’essere un bel fiore, ma non so che tipo di fiore io sia.

E fu allora che la voce riprese a sussurrare: Rosa, Rosa, Rosa.

Sono una rosa, questo volete dirmi?

La risposta non giunse, ma lo specchio sparì e riapparve il cielo terso, e la margherita che aveva ascoltato  la preghiera del fiore senza nome, si voltò di nuovo nel dire:

Ecco perché la tua tristezza ha il potere di penetrare nel mio animo, tu sei una rosa. Rosa tu hai il potere di cambiare i cuori, in te il profumo più intenso tra tutti i fiori, e della tua essenza si impregna il vivere, devi solo sorridere di più. Sorridi alla vita e diffondi il tuo forte aroma, vedrai che nel dare realizzo alla tua natura, il sorriso che avrai trovato in fondo al  tuo cuore, sceglierà di non lasciarti mai più.

Sorridere dici? Basterebbe che sorridessi per trovare finalmente il mio cammino?

Si semplicemente sorridere. Il tuo cammino e nel vivere la vita, sarà la tua natura a fare il resto.Su forza compi il tuo destino sorridi.

La rosa alzò il capo verso il sole ormai sorto e prese a sorridere con tutto il trasporto di cui era capace, e la margherita scoppio a piangere di nuovo. La rosa nel vedere piangere la margherita, nonostante il suo sorriso, pensò d’aver fallito nella sua missione di vita, ma la margherita comprese immediatamente che la rosa era stata tratta in inganno dalle sue lacrime, e allora si affrettò nel dire:

Si piange per dolore questo è vero, ma si può piangere anche per la troppa gioia, ed io ora sto piangendo di gioia cara Rosa, il tuo sorriso mi riempie il cuore.

Un sorriso non solo riscalda il cuore di chi lo riceve, ma nobilita l’animo di chi lo ha donato, dona un sorriso a chi per strada ti cede il passo, a chi porta a spasso il suo cagnolino, a chi ha donato una carezza al suo bambino, dona un sorriso a chi non conosci. Il sorriso è contagioso chi lo avrà ricevuto di certo non lo terrà soloper se. Il sorriso è un cavallo di razza che corre di cuore in cuore, lascia libero il tuo destriero, esso saprà girare il mondo nel tempo di un sorriso. Dona un sorriso e realizza la tua natura. Tutti possiamo essere rose nella vita, sorridi al prossimo e diffondi la cultura della comprensione e dell’amore, vedrai che un sorriso mischia più delle malattie, infettati di luce, sorridi anche tu.

postato da: Manoli alle ore 12:07 | Permalink | commenti (3)
categoria:
mercoledì, 14 febbraio 2007

Buongiorno ed auguri a tutti gli innamorati anche solo della vita!!

:-)

postato da: Manoli alle ore 09:58 | Permalink | commenti (10)
categoria:
martedì, 13 febbraio 2007
Sei diventato adulto quando ...
  
1. Le 7.00 del mattino è l'ora in cui ti alzi e non quella in cui vai a letto.
2. I tuoi amici si "sposano e divorziano", anziché "mettersi insieme e mollarsi".
3. Hai già incontrato qualcuno che ti da del lei senza prenderti per il culo.
4. Esci con l'ombrello e non lo lasci in giro.
5. Il 99% del tempo che passi al computer è per lavoro.
6. Hai 130 giorni di ferie arretrate, anziche' 2.
7. Jeans e maglietta non significa più "essere vestiti".
8. "Cena e film" sono l'intera serata anziche' solo l'inizio.
9. Non sai più l'orario di chiusura del tuo locale preferito, ammesso che tu ne abbia ancora uno.
10. Mangi al fast-food solo a ora di pranzo e perchè devi fare fast.
11. Fare sesso al di fuori di un letto matrimoniale ti sembrerebbe di praticare del "sesso bizzarro".
12. Farmacia: aspirine e antiacidi, anzichè preservativi.
13. Hai più cibo che birra in frigo.
14. I parenti piu vecchi non hanno più problemi a raccontare barzellette sporche quando ci sei tu.
15. Senti la tua canzone preferita al supermercato.
16. Ti preoccupi di quello che farai tra due mesi.
17. Le tue piantine restano vive.
18. Sei tu che chiami i Caramba perche' i ragazzi dell'appartamento di fianco non abbassano quel cazzo di stereo del cazzo.
19. Ti sei comperato uno scooterone col parabrezza e il Tucano per andare a lavorare e ti incazzi quando i ragazzini ti sorpassano in curva piegati come Valentino coi loro scooterini pistolati all'inverosimile.
20. Stai continuando a leggere e rileggere questa lista cercando qualcosa che non c'entri con te, ma col cazzo che lo trovi !!!!
postato da: Manoli alle ore 14:19 | Permalink | commenti (10)
categoria:
martedì, 13 febbraio 2007
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il vostro campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. Ed è la vostra mensa e il vostro focolare. Perché andate da lui con la vostra fame, e da lui rivolgete il vostro bisogno di pace.
Quando il vostro amico si confida con voi, non abbiate timore a dirgli "no", e non esitate a dirgli "si".
E quando è silenzioso il vostro cuore non cessi di ascoltare il suo; perché, senza bisogno di parole, nell'amicizia tutti i pensieri, tutti i desideri, tutte le speranze nascono e sono condivise, con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dal vostro amico, non rattristatevi; perché ciò che più amate in lui può diventare più chiaro in sua assenza, come per lo scalatore la montagna è più nitida se vista dalla pianura.
E non ci sia altro scopo nell'amicizia se non l'approfondimento dello spirito.
Perché l'amore che cerca altro dallo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti che cattura solo ciò che è vano.
E date il meglio di voi stessi per l'amico.
Se deve conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Poiché che amico è il vostro, per cercarlo solo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Perché lui può colmare il vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E che nella dolcezza dell'amicizia ci siano sempre risate, e piaceri condivisi.
Perché nella rugiada delle piccole cose il cuore trova il suo mattino, e si ristora.
postato da: Manoli alle ore 13:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 13 febbraio 2007
In questa grande vita costellata di false stelle... anche piccole comete riescono a colmare l'universo....
postato da: Manoli alle ore 13:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:
lunedì, 12 febbraio 2007

Coloro che vivono d'amore vivono d'eterno.

postato da: Manoli alle ore 12:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 12 febbraio 2007

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla...

postato da: Manoli alle ore 12:58 | Permalink | commenti (4)
categoria:
lunedì, 12 febbraio 2007

Buongiornooooo....

trascorso un buon fine settimana?

io non mi posso lamentare... :-)

che ne dite di incominciare la settimana facendo un abbondante e gustosa colazione?

avantiiiiiiiiii....

un abbraccio forte ed un sorriso a tutti!

Buona vita!!!

postato da: Manoli alle ore 06:41 | Permalink | commenti (7)
categoria:
domenica, 11 febbraio 2007
Non coincidono mai i tempi del vivere con quelli del pensiero.
Molte volte ti affaccerai alla finestra della vita per cercare il primo sole, e nel trovar ancora la luna alta, avrai solo nutrito la tua delusione.
Sappi che, quando il sole sarà spuntato, ogni angolo del tuo vivere verrà inondato dalla luce e la tua unica conferma sarà nella vita.
postato da: Manoli alle ore 21:05 | Permalink | commenti (2)
categoria:
domenica, 11 febbraio 2007
Sei la mia felicità dopo la tristezza.
Sei la mia pace dopo la guerra.
Sei il mio arcobaleno dopo la pioggia.
Sei la mia metà, sei perfetta ai miei occhi, sei tutto e niente ma, ciò che importa di più è che sei nel mio cuore, dolce amore...
postato da: Manoli alle ore 20:33 | Permalink | commenti (1)
categoria:
domenica, 11 febbraio 2007
Come si descrive l'abisso in cui si cade, quando si sa di non avere speranza... e poi quella mano che ci viene tesa e ci salva, riportandoci in vetta?
Cos'era l'amore... se non quello? Se non... alchimia dei corpi e dello spirito?
Se non quel sentimento che ti fa sentire un gigante, che ti porta in cima a montagne e ti fa guardare tutti gli altri in basso come formiche, elevandoti a un Dio?
Cos'era il loro amore se una corona e un trono... e uno scettro?
postato da: Manoli alle ore 20:24 | Permalink | commenti (1)
categoria: