mercoledì, 20 maggio 2009

 un abbraccio forte e buona vita a tutti! ;-)

Prometto a me stesso

Di essere così forte da non permettere a niente e nessuno di disturbare la mia pace interiore.
Di parlare di salute, felicità e prosperità a chiunque incontro.
Di far sentire a tutti i miei amici che c'è qualcosa di bello in loro
Di guardare il lato luminoso di ogni cosa e rendere vero il mio ottimismo
Di pensare solo al meglio, di lavorare solo per il meglio e di aspettarmi solo il meglio.
Di essere entusiasta dei successi altrui come lo sono dei miei.
Di dimenticare gli errori del passato e concentrarmi sui grandi traguardi del futuro.
Di avere sempre un'espressione felice e fare un sorriso a tutte le creature che incontro.
Di dedicare talmente tanto tempo a migliorare me stesso da non avere tempo per criticare gli altri.
Di essere troppo grande per le preoccupazioni, tropo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura e troppo felice per permettere la presenza di problemi.
Di pensare bene di me stesso e di sostenere questo fatto il mondo,
non ad alta voce, ma con grandi sfide.
Di vivere nella fiducia che il mondo intero è dalla mia parte, fino a che sono fedele al meglio che è in me.

Vi voglio bene ;.-)

 

postato da: Manoli alle ore 18:19 | Permalink | commenti (19)
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venerdì, 15 maggio 2009
C'era una volta un albero che amava un bambino. Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni. Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato ai suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.
Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna-nanna.
Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore e l'albero era felice.
Ma il tempo passò e il bambino crebbe. Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo. Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse:
<<Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice>>.
<<Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare>>, disse il bambino. <<Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?>>. <<Mi dispiace>>, rispose l'albero <<ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va' a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice>>.
Allora il bambino si arrampicò sull'albero, raccolse tutti i frutti e li portò via.
E l'albero fu felice.
Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... E l'albero divenne triste.
Poi un giorno il bambino tornò; l'albero tremò di gioia e disse:
<<Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e sii felice>>.
<<Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi>>, rispose il bambino. <<Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi darmi una casa?>>.
<<Io non ho una casa>>, disse l'albero. << La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice>>.
Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa e l'albero fu felice.
Per molto tempo il bambino non venne. Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva a malapena a parlare.
<<Avvicinati, bambino mio>>, mormorò <<vieni a giocare>>.
<<Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare>>, disse il bambino. <<Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?>>.
<<Taglia il mio tronco e fatti una barca>>, disse l'albero. <<Così potrai andartene ed essere felice>>.
Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. E l'albero fu felice... ma non del tutto.
Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora.
<<Mi dispiace, bambino mio>>, disse l'albero <<ma non resta più niente da donarti... Non ho più frutti>>.
<
>, disse il bambino.
<<Non ho più rami>>, continuò l'albero <<non puoi più dondolarti>>.
<<Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami>>, disse il bambino.
<<Non ho più il tronco, disse l'albero. <<Non puoi più arrampicarti>>.
<<Sono troppo stanco per arrampicarmi>>, disse il bambino.
<<Sono desolato>>, sospirò l'albero. <<Vorrei tanto donarti qualcosa... ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto...>>.
<<Non ho più bisogno di molto, ormai>>, disse il bambino. <<Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco>>.
<<Ebbene>>, disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva <<ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati>>.
Così fece il bambino.
E l'albero fu felice.
Questa piccola storia è per ringraziare Voi, <<alberi>> della mia vita....

Ci sono persone che all’improvviso allietano e sconvolgono la nostra esistenza… persone che solo esistendo, solo sorridendoti, solo ascoltandoti, solo parlandoti, solo guardandoti, ti fanno in qualche modo star bene…
A volte le parole più belle sono quelle non dette, non scritte…sono quelle che si pensavo, quelle che ti fanno riflettere, quelle che ti fanno stare bene e male… sono forse le più importanti, le più sconvolgenti, sono quelle che uno vorrebbe gridarle…
Purtroppo o per fortuna (quello che è giusto nessuno lo saprà mai) spesso queste parole rimangono dentro di noi… proviamo allora a buttare giù qualche riga per non dimenticarle…per conservale…per condividerle…per ricordarle…
Un abbraccio ed un sorriso a coloro che allietano le mie giornate :-)
postato da: Manoli alle ore 17:01 | Permalink | commenti (14)
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lunedì, 11 maggio 2009

Man mano che percorri un cammino, ti accorgi di ciò che ti lasci alle spalle, vedi quello che hai oggi, ma non riesci a intravedere quello che ti aspetta lì davanti. Arrivano dei momenti in cui sei lì, tutti i tuoi compagni di viaggio si sono fermati, chi per sostare, chi per riposare, chi per tornare indietro, chi per cambiare direzione, chi ti precede, perché più veloce. Vedi tutto ciò che accade intorno a te, ma non riesci a vedere ciò che accade a te, dentro di te. C’è qualcosa che sfugge sempre, perché non sei bravo a trattenerlo o forse magari, proprio quella cosa era destinata a passarti velocemente tra le mani e poi sparire. Sei lì, e ti ritrovi tutto solo a camminare un tratto di strada, quel tratto che deve permetterti di fare luce nei tuoi pensieri, tutti quei pensieri che ti hanno sfiorato durante il tuo cammino, tutti quei pensieri che ti sei trascinato dietro e che stanno ancora lì, come dei macigni; non ti hanno abbandonato anche se tu avevi sperato che cammin facendo, essi ti avrebbero lasciato in pace, sarebbero scomparsi, non sarebbero più ritornati. Invece no! Invano e illusoria la speranza di poter sotterrare un problema, per poi accorgersi più avanti che è sempre lì a prendersi gioco di te, a burlarsi di te. Quasi quasi ti sorride come per dirti "Pensavi che ti avrei lasciato vero? Invece no, eccomi qui che ti aspetto!" Sembra crudele metterla sotto questo punto di vista, ma non c’è nulla di più vero di quando si dice – un problema non puoi risolverlo sotterrandolo -. Prima o poi ti ritrovi ad affrontare ciò che avresti volentieri abbandonato all’inizio del tuo percorso. Non si cammina bene così, perché c’è sempre quella sensazione di non aver terminato, concluso, chiuso, risolto qualcosa; quel qualcosa che ti permette di camminare serenamente, con piedi veloci, leggiadri. Invece sì, hai camminato, hai perfino corso, ma tutte quelle barriere che avevi eretto per proteggerti da quei pensieri erano inesistenti, perché quei pensieri sono sempre lì. Tutte quelle barriere erette per difenderti…ma difenderti da cosa? Dalla sofferenza? Da ciò che potrebbe venire a sconvolgere la tua quotidianità? Accipicchia! Pensi di aver vissuto tutto questo tempo, o hai condotto una semplice esistenza mascherata da vita? Il dubbio atroce viene, ti sfiora, ti accarezza perfino, perfido e infimo, ma è bastato quel briciolo di dubbio a farti soffermare un attimo nel presente e capire che non è più presente, ma è un vivere il presente nel passato, questo enorme fardello che tanto ti piace trascinarti dietro. Noti ogni piccolo sforzo che fai, noti ogni piccolo gesto che ti induce a dire: "non mi lascerai mai in pace". Eppure c’è, deve esserci un modo per abbandonarlo definitivamente, non si può mica continuare a respirare l’aria di ieri, per lasciarsi sfuggire l’aria di oggi?

Ama giorno per giorno ciò che la vita ti offre, ciò che la vita ti dona. Ama tutto ciò che è piccolo, ma che dentro di te può diventare grande. Ama te, così come sei. Apprezza ciò che hai, perché hai tutto. Affidati al Medico per Eccellenza, il Padre che guarisce le anime, che rinfranca i cuori. Ama, ama e ama ancora. Impara a vedere il bicchiere mezzo pieno, smettila di lamentarti, smettila di piangerti addosso. Metti fuori quella grinta che tanto raramente tiri fuori. Apprezza un nuovo giorno, una nuova ora, un nuovo secondo e vivi tutto come un dono, ogni singolo istante della tua vita. La vita è un combattimento tutti i giorni, la tua riuscita dipende dall’armatura di cui ti rivesti, hai solo bisogno di imparare come parare i colpi più duri e infine…sorridi, perché quel sorriso può regalare un attimo di felicità a qualcuno che percorre un tratto di strada con te.

Un abbraccio forteeeeeeee :-) Buona vita!

postato da: Manoli alle ore 06:48 | Permalink | commenti (12)
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domenica, 03 maggio 2009

Mangiare è uno dei quattro scopi della vita.

Quali sono gli altri tre? 

Lasciate nei commenti la vosta opinione.

Un abbraccio forte ed un sorriso a tutti ;-)

postato da: Manoli alle ore 11:34 | Permalink | commenti (18)
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